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N°35 del 19 dicembre
Il made in Italy verso Strasburgo
Inserito il 19/12/2009

Con questo numero de La Spola va in archivio un 2009 estremamente difficile, caratterizzato e condizionato dalla crisi economica e forse ancora più duro delle previsioni.
L’anno si chiude con timidissimi segnali di ripesa, che in pochi economisti si permettono di confermare, temendo forse smentite nel breve volgere di qualche settimana: il tessile-abbigliamento soffre ma lotta per mantenersi a galla, qualche ordine consentirà alle aziende di lavorare fino alla soglia del Natale e di avere qualche speranza per il 2010.
L’ultima nota positiva in ordine di tempo è l’approvazione alla Camera della legge Reguzzoni-Versace-Calearo e il suo passaggio al Senato per una quasi certa approvazione, anche in questo caso con un larghissimo consenso bipartisan.
A questo punto l’Italia ha fatto la sua parte per la tutela del made in Italy e la patata bollente passa alla Comunità Europea quasi con sollievo da parte di chi ha la coscienza a posto per aver fatto il proprio dovere e di chi sa di poter dare ad altri eventuali colpe.
L’ostacolo europeo non è di poco conto: una volta varcate le Alpi l’importanza del “made in” viene avvertita molto meno e soprattutto in settori che non riguardano il tessile-abbigliamento, la pelletteria o le calzature.
Non per niente i segnali che arrivano non sono incoraggianti: Gran Bretagna e Olanda hanno già fatto sapere di voler battersi per eliminare i dazi sulle calzature orientali, aprendo di fatto il mercato europeo a cinesi, vietnamiti e indiani, che hanno prezzi troppo diversi da quelli italiani o degli altri paesi europei.
I dazi non riguardano direttamente il tema del “made in” ma sono di certo un aiuto per la tutela dei prodotti europei e servono da cartina di tornasole per capire le intenzioni dei vari paesi: a giudicare dai primi indizi sarà già importante che la Reguzzoni-Versace-Calearo non venga troppo osteggiata o modificata a Strasburgo. Se le osservazioni saranno troppe e si parlerà addirittura di non aderenza alle direttive europee per il made in Italy arriverebbe un pesante e dannoso schiaffo.

 
L’export pratese in picchiata
 Il terzo trimestre del 2009 ha fatto segnare un -15,3% del manifatturiero. Il tessile nazionale è addirittura al -25,3%
Non sono positivi, ed era difficile apsettarsi un dato diverso, i dati relativi all’export
 
Cna Federmoda, fashion europeo
A Bruxelles la creatività di Riccione Moda Italia raccoglie consensi
Promosso il made in Italy davanti al Comitato Economico e Sociale
Grande interesse a Bruxelles per le creazioni dei giovani stilisti italiani presentate



 

   

 
 

 

22-23/7 - PV Usa - New York
25-28/7
- The Gallery - Dusseldorf
26-28/7 - Mare d'Amare - Firenze
3-5/8 - Pure London - Londra
3-5/8 - Ciff - Copenhagen
31/8-3/9 - Mipel - Milano
2-4/9 - Muniche Fabric Start - Monaco di Baviera
3-6/9 - Cpm - Mosca
7-9/9 - London Edge - Londra
7-9/9 - London Central - Londra
9-11/9 - Milano Unica - Milano
10-12/9 - Lineapelle - Milano
15-18/9 - Texworld - Parigi
16-19/9 - Première Vision - Parigi
26-29/9 - Première Classe - Parigi
15-16/10 - Maroc in Mode - Casablanca
20-22/10 - Pure Shanghai - Shanghai

 


L'altalena politica
Imu, iva, tasse e gabelle che vanno e che vengono. L'instabilità politica genera instabilità economica e impossibilità di programmare il futuro. Quale aspetto del lavoro delle aziende risente maggiormente di questa situazione?
Lavorazione dei prodotti
Possibilità di assumere personale
Investimenti sui macchinari
Studi e ricerche
Valorizzazione delle risorse interne
 

 


 
 
   

 
 
 
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