La moda italiana cresce, nonostante tutto

La moda italiana cresce, nonostante tutto

Come ad ogni inizio anno Pitti Uomo serve sia a lanciare le nuove stagioni che a fare un consuntivo di quella appena chiusa: secondo le stime di Sistema Moda Italia la moda maschile italiana (in un’accezione che comprende il vestiario e la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) dovrebbe archiviare il 2016 in moderata crescita, 0,9%, sfiorando i 9 miliardi di euro.

Sul risultato incide il rallentamento delle vendite all’estero, mentre la decelerazione del ritmo di caduta della domanda interna sembra aver favorito operatori non strettamente industriali. Bene nel complesso la confezione e la maglieria, male o maluccio tutti gli altri comparti. Nel 2016 il valore della produzione è andato a +1,2%, mentre per le vendite all’estero la cifra è arrivata a +1,9%, corrispondente a quasi di 5,8 miliardi di euro ma con un calo nei paesi emergenti e un andamento meno positivo del previsto della domanda USA. Per l’import si prospetta, invece, un’inversione di trend, che porta a prevedere una frenata, stimata al -0,5%; l’ammontare totale scenderebbe così lievemente sotto quota 4 miliardi. Più robusto quindi l’attivo commerciale, con un surplus di poco meno di 1,8 miliardi. Sotto il profilo geografico, l’Europa ha dinamiche positive sia lato export sia lato import, mentre le piazze extra-UE presentano una variazione negativa in entrambi i casi. Più in dettaglio, nel caso delle vendite estere, la UE mostra una crescita sopra media, pari al +3,9%, mentre l’extra-UE flette del -0,9%. Bene soprattutto la Germania (+7,1%), il Regno Unito (+7,7%), la Spagna (+13,5%) e l’Austria (+5,5%). Viceversa la Francia (9,9% sul totale mondiale) arretra del 2%.

In ambito extra-comuntiario, invece, influiscono sul risultato sfavorevole soprattutto gli Stati Uniti (+16,2% nei primi nove mesi del 2015, -10% nel 2016) e Svizzera (-7,2%). Il Far East invece è stato positivo: Hong Kong e Giappone crescono rispettivamente del 14,6% e del 11,3%, la Cina del 5,6%, la Corea del Sud dell’1,8%. meno grave del previsto il calo in Russia (-0,8%).

Guardando all’export confezione maschile (+0,9%) e maglieria (+8,7%) sorridono mentre la camiceria cede il 6,6%, le cravatte l’8,8%, l’abbigliamento in pelle il 12,9%. Anche nell’import il dato peggiore interessa l’abbigliamento in pelle (-4,3%); la confezione maschile frena dell’1,3%: maglieria e camiceria hanno una debole variazione positiva (+0,7% e +1,1%), mentre le cravatte si fermano a +0,2%. Per Sistema Moda nel corso dell’A/I 2015-16 la spesa corrente segna una delle migliori variazioni degli ultimi anni, -1,6%.

Infine per quanto riguarda i canali di vendita crescono le catene/franchising (+0,7%), l’on-line (+10,8%), gli ambulanti (+14,8%) e gli “altri canali” (+80,1%).
Il dettaglio tradizionale, sceso al di sotto del 30%, accusa ancora una flessione del 6,6%; la grande distribuzione chiude a -0,2%.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *

Cancel reply

Video

Eventi

dicembre 2017
lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica
27 novembre 2017 28 novembre 2017 29 novembre 2017 30 novembre 2017 1 dicembre 2017 2 dicembre 2017 3 dicembre 2017
4 dicembre 2017 5 dicembre 2017 6 dicembre 2017 7 dicembre 2017 8 dicembre 2017 9 dicembre 2017 10 dicembre 2017
11 dicembre 2017 12 dicembre 2017 13 dicembre 2017 14 dicembre 2017 15 dicembre 2017 16 dicembre 2017 17 dicembre 2017
18 dicembre 2017 19 dicembre 2017 20 dicembre 2017 21 dicembre 2017 22 dicembre 2017 23 dicembre 2017 24 dicembre 2017
25 dicembre 2017 26 dicembre 2017 27 dicembre 2017 28 dicembre 2017 29 dicembre 2017 30 dicembre 2017 31 dicembre 2017