Como archivia un anno difficile

Como archivia un anno difficile

Alla vigilia di Milano Unica e Première Vision Como tira le somme di un 2016 che ha lasciato ombre anche nel settore serico. “Non è stato un anno facile – dichiara Andrea Taborelli, presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como – ed anche le prospettive, in questo momento, rimangono ancora caratterizzate dall’incertezza”.

In base ai dati raccolti dal Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, come già nel 2015, anche per il 2016 la filiera serica comasca ha registrato una lieve flessione del fatturato, preventivabile attorno al 3-4%. Il distretto destina ai mercati esteri più della metà di quanto produce ed ha risentito di una situazione complessivamente sfavorevole sui mercati internazionali. In Europa la Francia, la Germania ed il Regno Unito si sono indeboliti, negli Stati Uniti il rallentamento è stato ancora più sensibile, la Russia non ha ancora ripreso a crescere, dopo il crollo del 2015, e solo la Cina ha evidenziato un’evoluzione più positiva.

Il dato complessivo del distretto evidenzia dinamiche assai diversificate tra le singole aziende e tra le diverse merceologie, in virtù della tipologia del prodotto, della fascia del mercato e del contesto concorrenziale impegnativo. Il tessuto per abbigliamento femminile, la maggior parte del fatturato serico, ha perso terreno con molte differenze nell’andamento delle singole aziende, anche in relazione alle diverse tipologie del prodotto (le fibre artificiali sono andate meglio della seta) ed alla sua destinazione finale. La cravatteria ha subito un ridimensionamento (se ne usano sempre meno).

Il fenomeno ha riguardato sia l’Europa, sia il mercato americano, mentre l’Asia ha evidenziato un interesse sempre maggiore per il made in Italy. L’accessorio tessile (foulards, scialli, stole, sciarpe, bandane), dopo un inizio difficoltoso, nel corso dell’anno è migliorato, fino a concludere il 2016 con un andamento positivo; delle tre merceologie seriche è quello che sta fornendo i risultati più soddisfacenti.

Una quarantina le aziende presenti a Milano Unica, circa 70 invece a Parigi: “Anche l’inizio di quest’anno si è mosso in linea con quanto era emerso nel 2016 – conclude Taborelli – e ci aspettiamo, dalle prossime fiere, di avere indicazioni sulle prospettive dei prossimi mesi. In uno scenario che non è incoraggiante conforta tuttavia la grinta e l’energia con cui tanti colleghi affrontano le difficoltà e la grande voglia di guardare avanti”.

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