Schmidt Messe Frankfurt

Olaf Schmidt
Nessun conflitto con Milano Unica

Quella tra Messe Frankfurt e Milano Unica è una collaborazione ormai datata che si concretizza in modo particolare a migliaia e migliaia di chilometri dall’Europa, a Shanghai, dove il salone italiano è presente alla fiera organizzata dalla società tedesca, Intertextile Apparel Fabrics.

Tessuti italiani che danno un valore aggiunto all’evento cinese e che in Cina trovano un’ulteriore vetrina: una consuetudine che si ripete da anni e che ha trovato una ennesima consacrazione nella serata inaugurale di Intertextile, quando Alessandro Barberis Canonico è salito sul palco con i vertici di Messe Frankfurt e i loro partners cinesi per tagliare il tradizionale nastro rosso di inizio salone.

Il prossimo incontro a febbraio, quando Milano Unica e Value, il nuovo evento italiano di Messe Frankfurt, condivideranno il calendario (dal 3 al 5), ma non gli spazi: a distanza di qualche chilometro ognuno avrà i propri espositori. Un fatto questo forse non ancora assimilato dagli espositori di Milano Unica, che devono individuare al 100% le finalità di Value, diventato realtà dopo anni di lavoro da parte degli uffici italiani (e non solo) di Messe Frankfurt.

Proprio per tracciare meglio i contorni del salone del The Mall il vicepresidente del settore Tessili e Tecnologie Tessili di Messe Frankfurt Olaf Schmidt ha ricordato la sua genesi: “Abbiamo fiere del tessile per la casa, dei macchinari, dei tessuti tecnici e per l’abbigliamento Texworld a Parigi – dice – ma volevamo una fiera tessile in Europa e Milano è il luogo più adatto, così abbiamo lavorato a lungo per arrivare a Value”.

Quali sono stati i passi?
Volevamo creare questa piattaforma con un format diverso rispetto ad altre fiere, con numeri e dimensioni più contenute. Abbiamo parlato ovviamente con tante associazioni, trovando collaborazione, e abbiamo iniziato i colloqui in modo molto trasparente con Milano Unica, che negli anni è cresciuta molto acquisendo un ruolo da leader. Poi abbiamo ricevuto le prime risposte positive dalle aziende, interessate a questo tipo di piattaforma.

Il fatto della condivisione della data ha sollevato qualche dubbio negli espositori italiani, divisi tra chi ipotizza una Texworld milanese e chi invece teme una concorrenza più sulla qualità che sui numeri.
Intanto voglio fare una precisazione su Texworld, che talvolta viene fatta passare come fiera di massa dove la quantità vale più della qualità. Non è così, perché tra i tanti espositori ci sono eccellenze tessili provenienti da tante parti del mondo. Ma Value non sarà una Texworld, perché la piattaforma ed il forma sono del tutto differenti, quello di Milano è un salone più raccolto, con presenze mirate ad un certo target.

Quindi nessuna frizione in passato e nemmeno all’orizzonte?
Assolutamente, nessun conflitto, solo l’offerta di una ulteriore opportunità al mercato. I tentativi ed i colloqui con Milano Unica ci hanno portato alla scelta di una fiera autonoma, nei giorni in cui a Milano si concentra il tessile d’eccellenza. Ma sui rapporti di collaborazione, partnership e rispetto tra di noi non ci sono dubbi.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini