Un autunno positivo per Gabel

Un autunno positivo per Gabel

Un autunno ricco di soddisfazioni per il gruppo tessile Gabel, che opera attraverso i marchi Gabel, Somma 1867, Vallesusa, Pretti.  Prima la notizia di un fatturato di 51,5 milioni di euro, poi la certificazione STeP by OEKO-TEX® (Sustainable Textile Production), certificazione ambientale per stabilimenti tessili ecologici che desiderano comunicare, in maniera trasparente e credibile, il proprio percorso verso condizioni di produzione più sostenibili.

STeP è una certificazione resa possibile grazie a un percorso che ha portato il Gruppo Gabel a scegliere di investire e di produrre oltre il 93% dei prodotti in Italia, operazione che non solo garantisce elevati standard qualitativi propri del Made in Italy, ma che allo stesso tempo assicura un’attenzione speciale all’impatto sull’ambiente dei processi produttivi che, al di fuori dell’Italia, non è possibile controllare totalmente.

“La certificazione STeP non riguarda solo la sostenibilità ambientale, il risparmio delle materie prime e delle risorse economiche, ma comprende il concetto di responsabilità dei diritti umani e del lavoro, oltre alla razionalizzazione dei processi di creazione, ideazione e produzione, della ricerca di innovazione e di sviluppo – afferma Michele Moltrasio, amministratore delegato e presidente del Gruppo, che gestisce l’azienda insieme ai fratelli Massimo, Responsabile Ufficio Stile e Prodotto del Gruppo e Francesca, Responsabile Comunicazione – Ci battiamo per etichette trasparenti che consentano al cliente di sceglierci con onestà intellettuale, sulla base di una serie di informazioni chiare e tracciabili. Il cliente di oggi è sicuramente informato e interessato all’ambiente, disposto a scegliere e preferire un’azienda che si batte per la sua salvaguardia e noi intendiamo procedere in questo senso, con responsabilità. Inoltre, senza la tracciabilità, data dal controllo diretto della filiera produttiva, è impossibile parlare di sostenibilità”.

Ma l’attenzione alla sostenibilità pervade anche le strutture stesse dell’azienda che conta 350 dipendenti. Tutti gli impianti produttivi del Gruppo – realizzati nella metà degli anni ’70 dallo studio Gregotti – utilizzano esclusivamente energia da fonti rinnovabili, depuratori (installati quando ancora per legge non era obbligatorio) e hanno un sistema avanzatissimo di riciclo delle acque. Allo stesso modo, le altre strutture del Gruppo (negozi e altri stabilimenti) utilizzano energia verde certificata, proveniente da fonti rinnovabili.

Il Gruppo Gabel, forte e consolidato sul mercato italiano con i suoi quaranta negozi diretti, mira all’espansione verso l’estero, che si concentra su tre aree: Stati Uniti e Canada, Estremo Oriente (Giappone, Cina, Corea, Hong Kong, Singapore, Taiwan), la Penisola Arabica e il Medio Oriente.

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