Il tessile bio-economico del Portogallo

Sono oltre 2.500 le aziende tessili e dell’abbigliamento portoghesi che si sono già impegnate a favore della sostenibilità: lo dice il rapporto sul progetto be@t, che mette in evidenza i modelli di gestione basati sui criteri ESG.

Il terzo Rapporto di sostenibilità sviluppato nell’ambito del progetto be@t (Bioeconomia nel settore tessile), sostenuto dal Programma di ripresa e resilienza e pubblicato dal Citeve (il centro tecnologico per l’STV e coordinatore del consorzio di 60 entità che attuano il progetto), evidenzia un aumento del 13% delle certificazioni ambientali, per un totale di 2.526: trattandosi di un campione rappresentativo del settore il numero complessivo di certificazioni rilasciate è molto più elevato.

“Questo rapporto – afferma António Braz Costa, CEO di Citeve – mostra che un numero maggiore di aziende sta rendicontando, utilizzando più parametri e diventando più trasparente e maturo. La sostenibilità non è vista solo come un mezzo di posizionamento commerciale, ma piuttosto come una componente fondamentale della competitività”.

105 le aziende che hanno accettato la sfida di partecipare al rapporto, con un aumento del 36% rispetto al primo anno e il campione rappresenta ora oltre 15.800 posti di lavoro.

I miglioramenti sono stati registrati nell’efficienza energetica (-6% di consumo totale di combustibili rinnovabili e non rinnovabili) e nell’incorporazione di materiali riciclati e organici. Il 68% delle aziende dichiara di aver ridotto il consumo di sostanze chimiche, con un aumento del 4% rispetto al 2023, mentre il 79% delle aziende ha investito nella sostituzione delle sostanze chimiche con alternative meno nocive, con un aumento del 6% rispetto al 2023.

Tutti progressi raggiunti in un contesto economico difficile: nel 2024 le esportazioni portoghesi di tessile-abbigliamento hanno raggiunto i 5.576 milioni di euro (189 milioni di euro in meno rispetto al 2023).

Il nuovo Rapporto di sostenibilità sottolinea inoltre la crescente importanza della bioeconomia come obiettivo strategico per il futuro del settore: consente al Portogallo di ridurre la sua dipendenza dalle risorse esterne, di utilizzare meglio le risorse locali e di allineare l’industria portoghese ai requisiti dei marchi globali e alle normative europee.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini