La Guardia di Finanza di Prato, sotto la direzione dell’ufficio di Bologna dell’European Public Prosecutor’s Office, ha condotto l’operazione Fraus ab Oriente, che ha portato al sequestro di oltre 5,5 milioni di metri lineari di tessuto importati dalla Cina in totale evasione di dazi ed IVA e più di 237 mila capi d’abbigliamento.
Dopo più di un anno di controlli a tir autoarticolati e telonati provenienti dall’estero e diretti a Prato sono state mappate le principali direttrici ed i centri nevralgici adottati per il trasporto, lo stoccaggio ed il trasbordo di grandi quantitativi di merci per individuare discrepanze nei dati riportati nella documentazione fiscale e di trasporto.
Già nell’autunno scorso era stato individuato un sistema di imprese “apri e chiudi”, dotato di unità locali apparentemente sfitte o locate ad imprese estranee ai flussi commerciali rilevati in ingresso dall’estero. A capo del sistema di frode è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato e formalmente assunta come dipendente in una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine.
In sostanza le forniture di tessuti venivano importate illecitamente dalla Cina e trasportate verso i magazzini pratesi con documenti di trasporto alterati. Una volta nel Macrolotto, i tessuti venivano scaricati e la disponibilità della merce veniva giustificata mediante l’utilizzo di fatture false, riferite a un percorso commerciale simulato attraverso società estere, in particolare polacche e tedesche, inesistenti o inattive.
A fine ottobre sono stati perquisiti tre residenze private e due studi contabili, col sequestro di dispositivi informatici, documentazione contabile ed extra-contabile e 21 mila rotoli di tessuto, per oltre 2,3 milioni di metri importati eludendo diritti di confine per quasi 1,3 milioni di euro.
Ulteriori controlli e l’individuazione di un tentativo di trasbordo di merci hanno portato ad altri quattro magazzini, arrivando quindi a oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo, stoccati su pallet e contraddistinti da etichette in lingua cinese e più di 237.000 capi d’abbigliamento, riportanti in etichetta la denominazione della società individuata a capo del sistema di frode.
In totale quindi l’operazione ad oggi ha portato al sequestro di oltre 7,8 milioni di metri di tessuto, per un valore di oltre 10 milioni di euro, e alla stima di un totale di tributi di confine evasi, tra dazi ed IVA all’importazione che arriva quasi 3,6 milioni di euro. Contestati anche i reati di utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per oltre 4 milioni di euro, autoriciclaggio di beni di oltre 2,7 milioni di euro, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte per un ammontare superiore a 2 milioni di euro e trasferimento fraudolento di valori di oltre 10 milioni di euro.










