Première Vision, tessile e nuvole

E’ una Parigi grigia e umida quella che accompagna il giorno di apertura di Première Vision, un salone che prosegue nel suo riposizionamento e che, inevitabilmente, cambia faccia rispetto al passato.

L’immagine che arriva dal Parc des Expositions è quella di una fiera che sta voltando pagina verso un format paradossalmente più internazionale in confronto a quando l’Italia la faceva da padrona: più internazionale dal punto di vista degli espositori, che adesso arrivano dai quattro angoli del mondo, ma anche in parte da quello dei visitatori. In parte perché la vicinanza con Milano Unica, che una volta penalizzava il salone italiano, adesso fa un po’ da freno a Parigi. Un “movimento tellurico” che va avanti con piccole scosse di assestamento e che passa anche dalla valorizzazione delle nazioni: Portogallo, Brasile e Francia in questo caso, con un’esaltazione delle rispettive specialità che arriva anche nel ristorante della Vip Lounge, dove accanto a lusitani, francesi e brasiliani trova spazio anche il Giappone.

Tutto rientra nel nuovo format, che anche in questa edizione abbina tessile e beauty nel visitatissimo forum nel padiglione 5, che esalta il lavoro di Desolina Sutter e del suo staff. Poi c’è la parte del business e qui la situazione è meno delineata: c’è chi ha trascorso la prima giornata con lo stand pieno e chi invece, magari più lontano dagli accessi principali, ha dovuto attendere un po’ per vedere arrivare clienti. Spicca, parlando per paradossi, la ridotta presenza di aziende italiane, complice anche la presentazione della collezione primavera/estate, meno consona ad esempio ai lanifici pratesi, praticamente del tutto assenti a questa edizione.

La presenza turca è invece ampia, nei numeri, e visibile, con tutto il management dell’associazione tessile di Istanbul presente in fiera e compatto nel grande stand al centro della Hall 6. Tutto intorno l’universo di addetti ai lavori che, a colpo d’occhio, non è voluto mancare all’evento: è vero che aver concentrato tutto in due padiglioni aiuta nel riempire i corridoi ma la prima giornata di fiera sembra dare buone indicazioni per la seconda, tradizionalmente la più partecipata.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini