Filo tra filiera viva e sinergie da valutare

Apertura di salone all’insegna della partecipazione, della condivisione degli obiettivi e delle sinergie quella di ieri mattina a Filo, dove tanti addetti ai lavori hanno fatto il punto su filiera, competitività, made in Italy e tendenze.

Il tutto nel nuovo spazio del padiglione 5 di Rho Fiera Milano, ai margini degli spazi di Lineapelle, dove lo spazio Interior termina e lascia visibilità e metri quadrati alle filature: una soluzione da valutare anche in futuro e che per ora raccoglie pareri contrastanti, visto che piace molto l’ariosità degli spazi e la disposizione degli stand, un po’ meno la non del tutto compresa interazione col salone della pelle.

Questo in un momento in cui le Olimpiadi, che a poche centinaia di metri ospita le gare sul ghiaccio, hanno portato benefici e visibilità ma anche prezzi più alti per l’ospitalità, pregiudicando in qualche modo la partecipazione di espositori e visitatori delle tante fiere in programma a Rho.

E così, mentre tanti olandesi colorati di arancione pronti a sostenere i pattinatori sciamano sui viali di Rho Fiera insieme ai visitatori dei vari saloni, nei padiglioni si è fatto business.

Durante la cerimonia inaugurale, aperta da Paolo Monfermoso (“La sinergia con Lineapelle è un esempio di rafforzamento della filiera: consente di offrire ai buyer nazionali e internazionali una visione più completa delle proposte dell’industria tessile”) e da Fulvia Bacchi, CEO di Lineapelle (“In un momento in cui si dice che le fiere devono reinventarsi, Lineapelle e Filo hanno scelto di lavorare insieme per valorizzare l’impegno dei rispettivi espositori nell’innovazione, nella creatività e nella sostenibilità. È un percorso sinergico che non potrà non avere effetti benefici per il mercato”, è intervenuto anche Paolo Barberis Canonico, presidente dell’Unione Industriale Biellese, che ha ricordato “l’importanza di collaborare lungo tutta la catena produttiva per rafforzare la nostra competitività internazionale. Biella è un unicum europeo, ha una filiera tessile ancora integra ma anche fragile. Il limite dimensionale condiziona la capacità di fare strategia e investimenti. Dobbiamo perciò favorire modelli di aggregazione che uniscano la visione delle grandi aziende alle competenze distintive delle realtà più piccole”.

Matteo Masini, dirigente dell’Ufficio Beni di consumo di Ice-Agenzia ha ricordato il sostegno alle imprese italiane, mentre nel suo videomessaggio di saluto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito come “Filo sia ormai un imprescindibile occasione di incontro tra operatori” aggiungendo note sull’importanza della sostenibilità, dell’economia circolare e dei progetti standard che il governo sta portando avanti, in gran parte al nord ma anche al centro-sud.

Insolitamente in videomessaggio anche Elena Chiorino, habitué di Filo, che ha rinnovato la stima e l’appoggio al salone.

La tavola rotonda moderata da Laura Ricardi ha dato risalto a tutto il settore, nelle sue varie declinazioni. Rossano Bisio, Fabric Designer per Filo, ha spiegato il ruolo del trend forecaster confrontando un passato sui campionari col presente digitale e poi è entrato più in dettaglio sul concetto di “Nexus”, un “nesso” che unisce la filiera ed i distretti.

Marco Bortolini, vice presidente di Uib, ha fornito il parere da industriale, tornando sui limiti dimensionali delle aziende italiane e sull’importanza di presentarsi compatti sui mercati internazionali. Più legata all’etica la visione di Dario Casalini, fondatore di Slow Fiber e attento a una filiera “completa, buona, sana, pulita, giusta e durevole, che non genera esternalità negative ambientali o sociali né diseguaglianze, col profitto di pochi e lo sfruttamento di molti”.

Infine Vera Veri, direttore Investimenti Partecipativi di Simest, ha ricordato la capillarità sul territorio italiano e estero per dare supporto all’internazionalizzazione con strumenti finanziari su misura e un approccio di lungo periodo.

Domani i pareri di alcuni espositori al termine della 48 ore di fiera.

Condividi articolo
Matteo Grazzini
Matteo Grazzini