Tendenze a Carpi

Il ruolo degli artigiani nella moda sostenibile

“È quasi primavera e non ho niente di nuovo da mettermi. Moda sostenibile e consumo consapevole: il valore della manifattura artigiana e gli impatti del fast fashion” è il titolo dell’incontro di venerdì 13 alla sede di Cna di Ravenna, organizzato per parlare del ruolo degli artigiani in un momento in cui molto spesso i consumatori si trovano davanti al bivio sostenibilità-fast fashion.

Alle 17.30 l’evento organizzato da Cna Federmoda Ravenna, Slow Food Ravenna e Slow Fiber, con Claudia Bellini, presidente locale di Cna Federmoda, Elisa Tosi Brandi, professoressa di UNIBO-Campus di Ravenna studiosa del rapporto tra vesti e società, produzione, commercio e consumo di capi di abbigliamento, Maria Silvia Pazzi, fondatrice e amministratrice di Regenesi e Regenstech, Sergio Baroni, esperto della gestione dei rifiuti, Dario Casalini, AD di Oscalito e fondatore di Slow Fiber, e Antonio Franceschini, responsabile nazionale di Cna Federmoda.

“La sfida della sostenibilità per la filiera della moda – spiega Franceschini – è insieme complessa e necessaria. I vuoti normativi attuali generano preoccupazione tra gli imprenditori anche se le nostre imprese rappresentano per natura i valori al centro di questa transizione: artigianalità, qualità delle materie prime, rispetto delle norme etiche, di salute e sicurezza sul lavoro. Un modello produttivo che generi impatti minori ed un consumo più consapevole da parte dei clienti finali è un futuro possibile, a patto che tutte le imprese lungo la filiera vengano valorizzate attraverso le giuste politiche, salvaguardando la loro competitività sul mercato”.

“Siamo attirati solo dalla esiguità del costo – dichiara Angela Rosa, presidente di Slow Food Ravenna – che non può certamente essere una giusta remunerazione per chi l’ha prodotto. Spesso poi, ci dicono le statistiche, che quell’indumento o accessorio viene usato pochissime volte e che finirà molto presto tra i rifiuti. E qui si apre un altro grande capitolo del fast fashion: dove e a scapito di chi smaltiamo questi rifiuti?”.

Per Dario Casalini “l’impegno è creare e promuovere modelli di produzione che offrano prodotti belli perché buoni, sani, puliti, giusti e durevoli, rispettosi della dignità degli esseri umani e del resto della natura nei suoi delicati equilibri”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini