Un sistema da 87 miliardi. Samab pesa la filiera della moda

Il sistema fashion italiano si conferma uno dei principali hub europei del settore, anche leggendo i dati divulgati in occasione del Congresso Internazionale Samab 2026: nel 2025, il comparto moda ha registrato un fatturato di 87,4 miliardi di euro, e il abbigliamento vale 40 miliardi, con un export di 27,3 miliardi.

Nel primo trimestre 2026 la sola industria manifatturiera relativa alla fabbricazione di articoli di abbigliamento conta in Italia quasi 37.100 imprese attive, impiegando più di 196.700 addetti. La Toscana si conferma la prima regione per numero di aziende, con 7.645 imprese attive, pari al 20,6 % del totale nazionale del settore, seguita da Lombardia (5.608 imprese), Campania (4.300), Veneto (3.804), Emilia-Romagna (3.342) e Puglia (2.293).

Il congresso è stato un momento di confronto tra istituzioni, industria e innovazione sul futuro della filiera moda e una tappa di avvicinamento alla prossima edizione di Samab – Fashion Technologies Event, in programma dal 25 al 27 maggio 2027 a Fiera Milano Rho.

Dall’incontro è emerso un messaggio molto chiaro: per gli imprenditori del fashion, investire in innovazione non è più un’opzione. Non si tratta di sostituire il saper fare artigianale che caratterizza il Made in Italy, ma di ampliarne le possibilità, rendendo i processi più efficienti, tracciabili, flessibili e sostenibili.

Ma per molte imprese, soprattutto PMI, l’adozione di nuove tecnologie è ancora frenata dai costi iniziali, dalla carenza di competenze, dalla difficoltà di integrazione con sistemi già esistenti e, non da ultimo, da una barriera culturale che porta spesso a percepire la tecnologia come un costo e non come un investimento strategico.

“Con il congresso – spiega Ivo Alfonso Nardella (nella foto), presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf – abbiamo voluto creare un momento di confronto concreto per una filiera che sta vivendo una trasformazione profonda. Il sistema moda italiano ha una forza straordinaria, che nasce dal saper fare, dalla qualità manifatturiera e dalla capacità delle imprese di interpretare i cambiamenti del mercato. Oggi, però, per continuare a competere a livello internazionale è necessario affiancare a questo patrimonio strumenti capaci di rendere i processi più efficienti, aiutando le aziende a innovare, ridurre gli sprechi, migliorare la qualità e rispondere con maggiore rapidità alle esigenze dei mercati. SAMAB nasce proprio per questo: essere una piattaforma di dialogo tra industria, istituzioni e innovazione per supportare gli imprenditori nel loro percorso di crescita”.

Tra gli ospiti dell’evento Omar Cadamuro, Fashion Leader – Partner PwC Italy, Alfonso Dolce, presidente di Dolce&Gabbana, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, Roberto Luongo, consigliere del ministro per l’internazionalizzazione e la valorizzazione del Made in Italy, e Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda.

Condividi articolo
Matteo Grazzini
Matteo Grazzini