Ultimo giorno di Milano Unica anche per la vastissima rappresentanza pratese presente al salone: 108 le aziende a Rho, alcune anche con più brand.
Le difficoltà del settore stanno impattando anche sulle imprese tessili pratesi ma dai dati del Centro studi di Confindustria Toscana Nord emerge che la media della produzione di tessuti 2025 è stata del +1,8% più elevata rispetto al 2024, anno tuttavia molto critico che si era chiuso con un calo del -5,8% sul 2023.
“Pur in questi momenti la voglia e la capacità di operare in questo settore è rimasta viva e se ne vedono gli effetti – commenta Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – ma questo non basta se le condizioni di contesto sono troppo ostili. Come detto dal presidente di Confindustria Moda Sburlati è giusto lanciare allarmi su una possibile ulteriore contrazione del settore moda, prospettiva nefasta per tutto il made in Italy, e giusto individuare strade da percorrere per sostenerlo, dall’innovazione al lavoro sul capitale umano, dallo sviluppo del tessile tecnico alla promozione di politiche europee orientate alla reciprocità delle regole e al contrasto alla concorrenza sleale. Al primo punto Sburlati ha citato la tutela della filiera produttiva: questione dirimente dal punto di vista economico e sociale. Una filiera integra è indispensabile per riuscire a intercettare una tendenza di cui si colgono segnali incoraggianti: una nuova sensibilità e attenzione per prodotti tessili di qualità, dai materiali impiegati, al rispetto della sostenibilità ambientale e sociale, al valore intrinseco e all’accuratezza di lavorazione di filati, tessuti e capi finiti. Su questo piano il tessile di Prato rimane forte. Tutelare tutto questo è essenziale”.
Aggiunge il presidente di Pratotrade Alberto Pestelli: “Milano Unica è la fiera alla quale partecipa il numero di gran lunga maggiore dei produttori di tessuti pratesi, una manifestazione divenuta sempre più importante per la clientela sia italiana che straniera, che è cruciale per le nostre aziende. Della quota di 1,65 miliardi generata nel 2025 dalle imprese pratesi produttrici di tessuti ben 1,15 miliardi provengono dall’export, con una proporzione che rimane in linea generale la stessa da molti anni. Restiamo fiduciosi in una ripresa e riscontriamo un forte interesse nel settore. Abbiamo sviluppato molte novità e notiamo che gli interlocutori sono ansiosi di vederle, segnale di una chiara voglia di tornare alla normalità. Manteniamo un approccio propositivo, con la speranza che la fiera segni una vera ripresa per tutto il mercato”.
Il 60% delle esportazioni di tessuti pratesi è composto da prodotti trama-ordito, mentre il restante 40% sono tessuti diversi, come per esempio tessuti a maglia, jacquard, speciali, tecnici, spalmati, velluti e tessuti a pelo. Nel 2025 i tessuti per abbigliamento, che rappresentano la parte più consistente dell’export tessile pratese, hanno avuto un incremento in valore del +2,3%: un dato importante in un quadro generale dell’andamento del settore che desta serie preoccupazioni.
Segnali incoraggianti sono arrivati dai mercati più consolidati: le vendite in UE, che per i tessuti pratesi rappresenta il 57% del totale dei mercati esteri, sono cresciute del +4,1%, e in particolare sono aumentate le esportazioni verso la Germania (+15,3%), tornata a essere la prima destinazione con 127 milioni di euro; seguono Spagna (125 milioni, +4,6%), Francia (97 milioni, +5,3%), Romania (66 milioni, +3,2%), mentre il mercato statunitense ha segnato un consistente passo indietro (-11,7%). Ma i semilavorati tessili acquistati da clientela USA, e non solo da questa, hanno spesso come destinazione paesi di lavorazione diversi.
In visita alle aziende pratesi anche il sindaco Matteo Biffoni: “La presenza così massiccia delle nostre imprese a Milano Unica è il segno tangibile di un distretto vivo, che non si arrende e continua a investire in qualità, stile e innovazione. La strada è complessa perché la crisi della moda morde a livello internazionale, ma la forza di Prato risiede nella sua flessibilità e nella straordinaria competenza dei suoi lavoratori. Essere qui con loro significa ribadire il pieno sostegno delle istituzioni a un settore che è il motore economico della nostra città e un pilastro del Made in Italy”.









