Industria tessile

Un’estate con un minimo di conforto per il meccanotessile italiano

Sarà un’estate che potrà contare su qualche dato positivo quella che trascorrerà il meccanotessile italiano in attesa dei dati di settembre: nel secondo trimestre infatti la raccolta ordini per i costruttori italiani di macchine tessili ha mostrato segnali contrastanti ma incoraggianti per la seconda metà dell’anno.

L’indice degli ordini ha avuto una lieve flessione del 3% rispetto allo stesso trimestre del 2025, soprattutto a causa del mercato interno, sceso del 25%. Guardando al bilancio complessivo dei primi sei mesi del 2026, gli ordini totali hanno segnato una riduzione del 4%, ripartita tra il -11% dell’Italia e il -3% dell’estero.

Ma, ed è questo il dato confortante, rispetto al primo trimestre del 2026 la raccolta ordini totale ha registrato un balzo del 25%, frutto del +39% del mercato interno e del +23% di quello internazionale.

Il carico di lavoro complessivo accumulato dalle aziende garantisce attualmente circa 3,5 mesi di produzione, mentre il tasso di utilizzo della capacità produttiva degli impianti si è attestato al 79,7%.

Sul mercato nazionale l’andamento degli ordini è risultato in crescita o stazionario per tutti i segmenti, con spunti di deciso aumento per la filatura e la tessitura. Sui mercati internazionali, il segno positivo ha prevalso in particolare nei settori della tessitura, della maglieria e della nobilitazione.

Le previsioni di vendita per il terzo trimestre del 2026 sono all’insegna della stabilità dei volumi: prudenza per l’Italia, cauto ottimismo sui mercati esteri.

Marco Salvadè, presidente di Acimit, commenta: “Nonostante la situazione di incertezza a livello internazionale, è confortante che l’indicatore sia positivo sul mercato estero, poiché circa l’80% della nostra raccolta ordini proviene dai paesi internazionali. Diverso è il contesto del mercato nazionale, che risente sia del confronto con un secondo trimestre 2025 positivo, sia del nuovo incentivo dell’iperammortamento 2026-2028 partito a giugno, i cui effetti non sono ancora visibili a livello di investimenti”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini