“Invasione di campo”. Anche Pasini critica la riforma dell’artigianato

Anche il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini boccia la riforma prevista per l’artigianato e lo fa senza mezzi termini: “Rischia di essere una vera e propria invasione di campo” ha detto criticando la proposta.

“Confonde l’artigianato con la piccola impresa – ha scritto in una nota – e introduce un regime più favorevole per una determinata categoria dimensionale, facendo così venire meno il principio fondamentale dell’uguaglianza delle condizioni di mercato. Non possiamo accettare che, nel tentativo di sostenere la crescita delle imprese, si finisca per alterare la concorrenza e creare vantaggi competitivi determinati dalla legge anziché dal merito, dalla produttività e dalla capacità di innovare. Gli effetti distorsivi rischiano di essere concreti: dal dumping salariale, con un differenziale del costo del lavoro che potrebbe arrivare fino al 18%, alla possibilità che imprese artigiane con lo stesso numero di addetti possano beneficiare di condizioni più favorevoli rispetto alle imprese industriali nella partecipazione alle gare pubbliche. A parità di dimensione e di attività, non possono esserci regole diverse che penalizzano chi investe, cresce e compete sul mercato”.

Pasini spiega come non sia una battaglia tra categorie: “Non c’è una contrapposizione con il mondo dell’artigianato, che rappresenta una componente essenziale del tessuto produttivo italiano e lombardo. È una questione di equità e di politica industriale. Se l’obiettivo del Governo è favorire la crescita dimensionale delle imprese, bisogna avere il coraggio di intervenire sulle condizioni che rendono possibile quella crescita, non costruire corsie preferenziali legate alla sola dimensione. Un’impresa non può essere definita dalla sua dimensione, ma dalla sua attività, dagli investimenti che realizza e dalla capacità di stare sul mercato. Le PMI industriali, del resto, sono da sempre protagoniste di un percorso di crescita, innovazione e internazionalizzazione che spesso le porta ad aumentare occupazione e dimensione. È proprio questa dinamica che la politica industriale dovrebbe accompagnare”.

Ed anche da Confindustria Lombardia arrivano le indicazioni per il Governo: utilizzare la prossima Legge di Bilancio per lanciare una vera politica industriale con misure fiscali forti per favorire le aggregazioni, gli investimenti, la capitalizzazione e i processi di crescita dimensionale.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini