Incentivi

Euratex detta le priorità per il prossimo bilancio dell’UE

In vista delle scelte degli Stati europei sul prossimo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028–2034, Euratex esorta i leader europei a garantire finanziamenti a sostegno della competitività industriale e ad assicurare che tali risorse si traducano in un sostegno concreto agli investimenti nelle imprese europee.

Il tutto con un avvertimento: considerata la concorrenza globale, i costi energetici elevati e l’indebolimento del tessuto industriale, una eventuale riduzione delle risorse minerebbe l’ambizione dell’UE di attuare le raccomandazioni del Rapporto Draghi e di rafforzare l’industria europea.

Ad oggi le imprese tessili sono chiamate a investire nella decarbonizzazione, nell’economia circolare, nella digitalizzazione e nell’innovazione: il nuovo quadro finanziario dovrebbe aiutarle a realizzare questi investimenti.

“Il denaro da solo non basta – dice Dirk Vantyghem, direttore generale di Euratex – perché la competitività parte da un quadro normativo che premi l’imprenditorialità, riduca gli oneri superflui e garantisca una concorrenza leale. L’Europa ha bisogno sia di investimenti ambiziosi sia delle condizioni giuste affinché le imprese possano avere successo”.

Cinque le priorità individuate per il futuro bilancio dell’UE, ad iniziare dai finanziamenti per la competitività industriale garantiti dal Fondo europeo per la competitività, “Orizzonte Europa”, oltre agli strumenti regionali che devono fornire risorse sufficienti a sostegno degli investimenti. Poi la trasformazione della transizione verde e digitale in un’opportunità industriale sostenendo la produzione più pulita, l’efficienza energetica, le infrastrutture circolari, il riciclaggio, la digitalizzazione e l’attuazione concreta dei requisiti di sostenibilità dell’UE.

Terzo obiettivo è garantire una concorrenza leale nel mercato unico: investire nei controlli doganali, nella sorveglianza del mercato e nell’applicazione delle norme dell’UE, anche per quanto riguarda i prodotti importati venduti tramite il commercio elettronico.

Poi investire nell’innovazione e nelle competenze: proseguire il partenariato europeo “Textiles of the Future” nell’ambito di “Orizzonte Europa” oltre il 2027 e sostenere lo sviluppo di nuove competenze industriali.

Infine far sì che i finanziamenti dell’UE siano di utilità per le imprese: semplificare le procedure di richiesta, migliorare il coordinamento tra i programmi europei e nazionali e garantire che gli strumenti finanziari rispondano alle esigenze delle PMI e degli ecosistemi manifatturieri regionali, sia nell’UE che nel più ampio vicinato europeo.

Euratex sottolinea che il Fondo europeo per la competitività non deve diventare uno strumento incentrato solo sulle tecnologie emergenti o su un numero limitato di settori strategici. Anche le industrie manifatturiere consolidate, tra cui il settore tessile e dell’abbigliamento, devono poter beneficiare dei programmi di investimento europei, in particolare nello sviluppo di materiali avanzati, tecnologie pulite, processi digitali e modelli di produzione circolari.

Allo stesso tempo, un solido quadro di finanziamento deve essere accompagnato da politiche volte a migliorare il contesto imprenditoriale. I costi energetici elevati, gli oneri amministrativi eccessivi e la concorrenza sleale continuano a scoraggiare gli investimenti industriali in Europa. Affrontare queste sfide strutturali è essenziale per garantire che i finanziamenti europei producano risultati tangibili.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini