Modelliste

A Prato e Pistoia gli artigiani resistono alle difficoltà

La crisi c’è ma gli artigiani resistono, almeno a Prato e Pistoia, stando ai dati di Cna Toscana Centro, ma restano forti criticità sul caro energia e decreto bollette.

Il saldo positivo tra imprese attive e cessate nei territori di Cna Toscana Centro nel 2025 è positivo, come emerge dall’elaborazione dei dati di Unioncamere/Movimprese. Ma rispetto all’ultimo decennio il passivo è pesante: in provincia di Pistoia ci sono ben 1.227 aziende artigiane attive in meno, a Prato sono 843.

Nel corso del 2025, a Prato e provincia il totale delle imprese registrate è salito dell’1,30% (33.429) con 2755 nuove iscrizioni a fronte di 2323 cessazioni (+432), mentre per quanto riguarda gli artigiani l’anno si è chiuso con 9.552 imprese registrate che comprendono le 919 nuove iscrizioni e 1.059 chiusure (-140). A guidare i numeri sono le 2728 imprese attive nell’abbigliamento, però con un calo di 66 unità.

A Pistoia le 30.750 aziende registrate portano una lievissima crescita (+0,25%) ma nel panorama degli artigiani si registra un -43. Leggero l’arretramento nel settore della fabbricazione di prodotti in pelle e cuoio.

“I nuovi dati – sottolinea Emiliano Melani, Presidente di CNA Toscana Centro – confermano la dinamicità dei nostri territori e il 2025 ci lascia un segnale incoraggiante, mentre la crescita di Prato è un elemento di grande rilievo. Per rafforzare questa traiettoria è indispensabile garantire alle imprese un accesso al credito più semplice, una burocrazia snella e la disponibilità di competenze specializzate. Dovendoci confrontare con trasformazioni profonde come la transizione digitale ed ecologica l’auspicio è che il cambiamento principale arrivi dalle istituzioni che devono accompagnare queste evoluzioni. Le imprese possono essere più digitali, se non le si costringono a dover fare i conti con una burocrazia analogica, così come gli investimenti che sono rallentati da autorizzazioni che richiedono tempi lunghi. Per non parlare del caro energia per le pmi che pagano l’elettricità fino al 50-60% in più rispetto alle grandi aziende. Il nuovo decreto bollette, introduce dei minimi elementi di supporto, con misure come il contributo da 90 euro e la riduzione degli oneri per alcune utenze non domestiche, ma non basta perché troppe microimprese restano fuori dai sostegni”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini