Modamont ed Expofil sono agli angoli opposti, in riferimento alla collocazione all’interno del Parc des Expositions, ma sono la creatività e la tradizione a fare da unione tra queste due fiere. Accessori da un lato, filatori dall’altro, con l’Italia protagonista nella qualità in entrambi i casi e nel numero soprattutto a Modamont.
Il salone degli accessori è il regno di lustrini, paillettes, colori e riflessi ed è quindi difficile emergere in una mere di grande creatività. Ma se in uno stand si posiziona una vettura vecchia di secoli, la si riempie di colori e si accolgono i clienti con un abbigliamento che rompe il clichè tipico di chi fa affari allora la cosa diventa fin troppo facile.
E’ il caso Forza Giovane – Passamani, un binomio nato da un matrimonio di cuore. “Come Forza Giovane siamo marchigiani – spiega il titolare Piergiovanni Vitalini (foto in alto), che indossa con orgoglio e naturalezza molte delle sue creazioni – ma nel 2012 abbiamo acquistato una azienda centenaria come Passamani che stava chiudendo, lasciando morire un secolo di tradizione. Abbiamo fatto una scelta di cuore ed adesso siamo due realtà in una con una cinquantina di dipendenti e con la produzione tutta italiana. C’è bisogno di salvare le tradizione ed il know-how italiani”.
La vettura (una carrozza senza cavalli o un’auto senza motore?) e l’abbigliamento sono frutto di una scelta precisa: “E’ una filosofia di vita e di lavoro – precisa Vitalini – che viene dal cuore e quindi non è una forzatura del contesto in cui ci troviamo. Modamont è una fiera che, in un momento difficile, rimane un luogo di vetrina e di affari. Noi stiamo cercando di entrare nel mecato francese e quindi dobbiamo esserci. La sfida è difficile, perché in Francia ci daremo veramente battaglia con prodotti veri. Ammiro molto la qualità dei francesi”.
A Expofil invece la pattuglia italiana è ridotta e le aziende si contano sulle dita di una mano ma in un contesto numericamente piccolo. Tra queste c’è Franzoni Filati, un ritorno a Parigi dopo un periodo di difficoltà e di necessaria riorganizzazione: “Siamo stati in ombra per un certo periodo – conferma Simone Salvetti, manager dell’area clienti (foto in basso) – ma dopo una ristrutturazione e una delocalizzazione in Bosnia necessarie per sopravvivere siamo tornati a Expofil. Il momento è superato, abbiamo una nuova immagine, un nuovo look tecnico e badiamo all’essenziale per tornare visibili dopo che, nel 2000, Franzoni è stata tra le prime tre aziende filatrici più importanti d’Europa”.
Da allora però il mondo ed i mercati sono cambiati e Franzoni è passata da 750 dipendenti in Italia a 200 in Bosnia prima di risalire, sempre all’estero, a 350: “Abbiamo titoli più fini – continua Salvetti – oltre a una nuova unità produttiva con controllo elevatissimo degli inquinanti. Dal 2000 è cambiata la concorrenza, con gli europei che sono quasi spariti e con l’Asia che offre prodotti simili ai nostri ma con prezzi più bassi. Quindi bisogna avere costanza e disponibilità e di conseguenza offrire un ottimo servizio al cliente. Noi ci proviamo, anche se rimangono i limiti legati ai tempi di consegna; non avendo magazzino non sempre siamo in grado di assicurare grandi quantità in poco tempo”.
Matteo Grazzini
20-2-2014





