Acque reflue, a Como i primi risultati di Life Cascade

Il Centro Tessile Serico Sostenibile di Como ha ospitato il workshop dedicato agli sviluppi del progetto europeo Life Cascade per un confronto sui risultati delle attività progettuali e sulle prospettive di applicazione delle soluzioni tecnologiche sviluppate per contribuire alla sostenibilità ambientale del distretto tessile.

Life Cascade si fonda sul valore della sinergia tra competenze scientifiche ed innovazione tecnologica e a Como sono stati illustrati obiettivi e struttura progettuale e sono stati condivisi i contributi allo sviluppo delle tecnologie per la rimozione di PFAS e microplastiche dei vari partner appartenenti al territorio: le società di gestione del sistema idrico, aziende, centri tecnologici, la ricerca scientifica e ZDHC.

Life Cascade, acronimo un po’ fantasioso di Closed-loop wAter Systems in textile industrial distriCts: multimodal orchestrAteD rEmoval of emerging pollutants from textile wastewater, è stato avviato a inizio ottobre 2023 e dura quattro anni; punta a valutare in laboratorio e sperimentare su scala dimostrativa diverse tecnologie per rimuovere PFAS e microplastiche dalle acque reflue, intervenendo sia presso le aziende tessili sia nei depuratori centralizzati.

“Nel laboratorio di ingegneria ambientale del mio dipartimento – dice Francesca Malpei, professoressa presso DICA Environmental Section del Politecnico di Milano – sono state svolte diverse prove di rimozione, per separazione, di microplastiche e PFAS, su reflui prelevati da impianti di depurazione ed aziende tessili. Le tecniche indagate sono state la filtrazione per le microplastiche e le membrane di micro ultra filtrazione seguite dalla nanofiltrazione. I promettenti risultati ottenuti hanno fornito indicazioni preziose per le prove a scala dimostrativa”.

Il Direttore Tecnico di Lariana Depur Giovanni Bergna ha presentato gli impianti pilota dimostrativi realizzati per il progetto e illustrato i risultati ottenuti con le prove di rimozione delle microplastiche negli impianti centralizzati di depurazione. Attualmente le microplastiche nelle acque reflue sono già rimosse dai trattamenti convenzionali degli impianti con percentuali significative (oltre l’80%), ma sono accumulate nei fanghi biologici di depurazione che frequentemente sono utilizzati come ammendante agricolo: sostanzialmente tutte le microplastiche presenti nei reflui sono quindi immesse in ambiente, in parte con le acque scaricate dopo il trattamento e in parte con i fanghi di depurazione. Le prove eseguite sia sulle acque in ingresso e sia su quelle in uscita dai depuratori centralizzati hanno realizzato importanti rimozioni delle microplastiche dimostrando la possibilità di migliorare la qualità delle acque trattate e dei fanghi: oltre il 50% delle microplastiche sono infatti rimosse, riducendo la quantità delle microplastiche immesse in ambiente.

“Le tecnologie per rimuovere i PFAS dalle acque esistono – aggiunge Manuela Antonelli, Ph.D., del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) – Sezione Ambientale del Politecnico di Milano – ma la loro applicazione può richiedere risorse economiche ed energetiche rilevanti. La sfida non è quindi soltanto individuare trattamenti efficaci, ma capire dove e come applicarli per ottenere il massimo beneficio ambientale, ottimizzando l’uso di energia, reagenti e risorse economiche. Il progetto affronta anche una seconda sfida, quella analitica. I PFAS che riusciamo a misurare rappresentano solo una parte delle sostanze presenti: molti composti con diversa struttura non possono non essere rilevati dai metodi analitici standard e richiedono procedure specifiche di trattamento e analisi dei campioni. Life Cascade studia anche questi aspetti, per migliorare la capacità di individuare e caratterizzare la contaminazione reale”.

Antonio Di Guardo, professore ordinario di Ecologia e responsabile dell’Environmental Modeling Group all’Università degli Studi dell’Insubria di Como, ha affrontato la tematica del monitoraggio degli impatti sui corpi idrici e sugli ecosistemi acquatici. Tra i temi la valutazione della contaminazione da PFAS e MP nei fiumi e nel lago di Como, l’uso dei mesocosmi come modalità integrata di valutazione della tossicità dei reflui su comunità di macroinvertebrati e l’uso dei modelli del destino ambientale per predire futuri scenari di riduzione della contaminazione nelle acque superficiali da PFAS e MP, una volta che le gli stadi di riduzione dei contaminanti in uscita verranno implementati presso gli impianti di depurazione.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini