Alto Piemonte, le frontiere non si restringono

Hanno un segno positivo le esportazioni dell’Alto Piemonte alla fine di un 2025 che va in archivio con un +2,7% in valore, ma con andamenti non uniformi tra settori e territori.

A incidere sulla percentuale sono soprattutto il tessile e l’abbigliamento, settore che rappresenta il 31% dell’export totale dell’area e che segna un +2,3%, con però segnali di contrazione in arrivo da Biella.

A livello territoriale emergono infatti performance eterogenee: Novara (53,1% del valore totale) è a +4,6%, Vercelli (27,3% sul totale) a +2,2% mentre Biella (13,5%) subisce una flessione dell’1,6%, più del Verbano Cusio Ossola (6,1% del totale) che chiude a -1%.

I mercati dell’Unione Europea si confermano come destinazione principale, assorbendo il 58,4% delle vendite, con un incremento del +5,5%, mentre l’andamento dell’export verso i Paesi extra-UE è lieve calo (-0,9%).

A Biella il settore tessile, che rappresenta il 58% del totale, segna un calo del -4,9%, con una contrazione particolarmente marcata per gli altri prodotti tessili (-7,6%), sebbene in valore assoluto rivestano un peso minore rispetto ai tessuti (-5,8%) ed ai filati (-2,5%). Meglio l’abbigliamento, che cresce del 13,2%.
L’UE assorbe il 46,4% dell’export provinciale (+0,6%), mentre le vendite verso i Paesi extra-UE calano del 3,5%, a causa soprattutto della contrazione dell’export verso la Cina (-11,6%) e la Turchia (-19,8%). Germania (+1,6%) e Francia (-4%), si confermano i principali partner commerciali.

A Novara i prodotti tessili/abbigliamento crescono del 3,6% grazie alla ripresa dell’ultimo trimestre, superati dalla crescita dell’export a Vercelli (+5,1%).

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini