Milano Unica Shanghai

E’ azzurro lo stand sopra Shanghai

Da enclave rossa nel cuore del Salon Europe a spazio aperto azzurro nel mare di Intertextile. La prima cosa che salta all’occhio arrivando a Milano Unica Shanghai nel giorno di apertura di Intertextile Apparel Fabrics è il cambio del format rispetto agli anni passati: stavolta la scelta è stata di caratterizzare lo spazio che ospita le aziende italiane con un colore che richiama l’Italia più “sportiva”, quella della Nazionale di calcio o delle Olimpiadi, un azzurro intenso chiamato a sostituire il rosso tipico di Milano Unica, il cui logo è comunque presente su pannelli e insegne.

Via anche il perimetro chiuso per l’accesso limitato ad un certo tipo di clientela e apertura totale sui corridoi, per permettere a tutti di entrare negli stand a vedere le collezioni. Ad un primo impatto più quantità e meno qualità media ma saranno i numeri finali della fiera a dare una valutazione del nuovo format.

Doppia la novità, doppia la genesi, come spiega Alessandro Barberis Canonico, past president di Milano Unica (e quindi “più alto in grado” a Shanghai): “Il colore lo abbiamo scoperto arrivando in fiera – ammette – ma da Ice, che supporta economicamente la presenza italiana in fiera, ci hanno spiegato che l’azzurro è il colore che caratterizza ogni presenza italiana in ogni fiera di ogni settore supportata da loro. Il rosso identificava chiaramente Milano Unica e aiutava i clienti nell’individuarci in questo enorme salone, per fortuna il padiglione giapponese accanto a noi è rosso e questo facilita le cose. Ma è una questione di forma più che di sostanza. L’apertura sui corridoi invece è decisione nostra, per cambiare l’accoglienza della clientela cinese. Siamo passati da un fortino delimitato e controllato a uno spazio più diretto, abbiamo preso atto che la clientela sta cambiando, che è maturata e che il rischio delle copiature dei prodotti adesso è più basso e comunque impossibile da arginare del tutto e quindi lasciamo che chiunque sia interessato ai nostri prodotti possa entrare nello stand. E’ il primo passo di un cambiamento che proseguirà anche nelle prossime edizioni”.

Altra questione da board di Milano Unica in una fiera organizzata da Messe Frankfurt, partner a Shanghai e futura “vicina di casa” a Milano a febbraio con Value: “Da anni avevano intenzione di fare una fiera tessile in Italia – spiega Barberis Canonico – e tra i due board ci sono stati incontri infruttuosi su tanti aspetti e riflessioni sulla nostra concezione di made in Italy sulla quale abbiamo improntato il format di Milano Unica. Realizzato che era impossibile un cammino del tutto comune Messe Frankfurt ha deciso di organizzare la fiera e capisco la scelta della data, concomitante con il nostro salone, e anche quella di avere espositori di alta qualità. Non ci resta che attendere la prima edizione”.

Smessa la giacca del past president tocca a quella, ugualmente elegante, da imprenditore: “Siamo qui perché investiamo, crediamo nel mercato cinese – dice – anche se il trend è in calo e c’è una fase di stasi che contrae i consumi e perché comunque stiamo ancora vendendo. Per questo abbiamo portato una collezione che stimoli i clienti. Per il resto del mondo siamo felici dell’andamento degli Stati Uniti, dove l’economia in crescita e la borsa ai massimi hanno dato vigore ai consumi, al ritorno al lavoro in ufficio e alla voglia di vestire in modo formale. Qualche americano è venuto anche qui a Shanghai, come gli australiani ed anche gli asiatici del sud del continente”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini