Da una parte il Parlamento europeo che compie passi positivi verso una maggiore sorveglianza del mercato, controlli doganali rafforzati e un’applicazione più rapida del Digital Services Act in caso di violazioni, dall’altra alcuni Paesi che rischiano di vanificare il tutto con accordi privati.
E’ la situazione denunciata da Euratex che plaude a nome dei produttori tessili e di abbigliamento europei alla decisione politica, sollecitata per mesi dai membri, a iniziare dalla dichiarazione contro l’ultra fast fashion a Parigi firmata a Première Vision.
“Gli operatori postali nazionali di paesi come Polonia, Francia e Italia – scrive in una nota Euratex – stanno ora stringendo partnership con piattaforme come Temu, impegnandosi ad accelerare la consegna proprio di quei pacchi che sfuggono alle norme UE e minano le imprese europee conformi, mettendo a rischio i consumatori e compromettendo norme consolidate volte proprio a proteggere tali clienti da eventuali danni”.
“Stiamo raggiungendo un punto di non ritorno” avvertono dall’associazione ricordando che nella prima metà del 2025 la produzione tessile è diminuita dell’1,9% e quella di abbigliamento del 5%, mentre l’occupazione è in calo (-4-5% nel settore tessile, -3% in quello dell’abbigliamento) e le importazioni in forte aumento (+7,7% per i tessili, +12,3% per l’abbigliamento).
“Se gli Stati membri e le istituzioni dell’UE non agiscono ora in modo deciso – continua la nota – gli standard europei perderanno di significato e un ecosistema industriale fondamentale svanirà. La soluzione è semplice e attesa da tempo: ci aspettiamo la fine dell’esenzione de minimis, l’applicazione delle norme doganali, IVA e di sicurezza a tutti, l’applicazione rapida del DSA per impedire che gli operatori stranieri del settore dell’ultra-fast fashion continuino ad avere carta bianca. La prossima riunione dell’ECOFIN del 12 dicembre dovrebbe rappresentare una tappa importante in questo processo”.
Per lanciare il messaggio Euratex è stata ospite al Parlamento europeo, con i deputati Pierre Jouvet e François Kalfon: ricordate l’assenza di condizioni di parità, l’esplosione delle importazioni dalle piattaforme di moda ultraveloce, la libera circolazione di prodotti non sicuri e non conformi e le scappatoie – in particolare l’esenzione de minimis – che consentono a milioni di pacchi di entrare ogni giorno nell’UE senza alcun controllo doganale o IVA significativo.
“Accogliamo con favore il voto del Parlamento europeo – dice il presidente Machado – ma la vera prova inizia oggi. Gli Stati membri e l’UE devono accelerare l’adozione degli strumenti e delle leggi necessarie per ripristinare condizioni di parità e mantenere competitiva l’industria tessile europea”.
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