Non ci sono segnali di ripresa nell’orizzonte del meccanotessile italiano, che entra nell’anno di vigilia di Itma 2027 con numeri ancora una volta negativi.
Nel quarto trimestre 2025 la raccolta ordini ha infatti registrato una forte flessione rispetto allo stesso periodo del 2024 (-36%): il calo ha interessato sia il mercato interno (-50%) sia quello estero (-34%).
Nel confronto col luglio-settembre invece gli ordini sono diminuiti del 25%. Nel complesso del 2025 la raccolta ordini è diminuita del 22% rispetto al 2024 (-28% sul mercato interno e -21% su quello estero) e a fine 2025 il portafoglio ordini garantisce un carico di lavoro pari a circa 2,9 mesi, quindi in esaurimento a fine marzo.
La filatura mostra segnali relativamente più dinamici: le previsioni per il primo trimestre 2026 indicano ancora cautela, pur con una quota di imprese che prevede stabilità o miglioramento rispetto al trimestre precedente.
“il contesto resta sfidante per i nostri costruttori – dice Marco Salvadè, presidente di Acimit – ma i dati relativi all’export dino a ottobre mostrano anche segnali incoraggianti. In particolare la crescita del 46,7% registrata in India, oggi nostro primo mercato di sbocco. È su innovazione, qualità e presidio dei mercati strategici che costruiremo la ripresa del settore”.








