Confartigianato e Cna, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni riunite Giustizia e Lavoro della Camera sulle risoluzioni in materia di sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato, sono state unite e concordi nel chiedere di rafforzare in modo strutturale e coordinato i controlli, introdurre strumenti di tracciabilità digitale delle filiere produttive, garantire una tutela effettiva ai lavoratori che denunciano e valorizzare le imprese che operano nella legalità.
Priorità espresse dalle confederazioni per evidenziare l’esigenza di contrastare in modo sistematico l’illegalità, superando gli interventi episodici o emergenziali e orientando l’azione pubblica verso un modello stabile, continuativo e misurabile, fondato su una task force permanente dedicata al distretto e sostenuta da risorse pluriennali.
Particolare rilievo è stato attribuito alla trasparenza e alla governance della filiera produttiva: per gli artigiani infatti strumenti digitali di tracciabilità e una responsabilizzazione dei committenti e delle imprese capofila sono passaggi essenziali per contrastare i subappalti a cascata, rendere identificabile la catena delle responsabilità e impedire che l’illegalità si scarichi sull’ultimo anello produttivo.
A proposito della tutela dei lavoratori vittime di sfruttamento Confartigianato e Cna hanno ribadito che l’emersione delle irregolarità è possibile solo se accompagnata da protezioni concrete per chi denuncia, capaci di ridurre la ricattabilità legata a condizioni lavorative, abitative e amministrative, e di favorire percorsi reali di uscita dall’illegalità.
Chiesto anche di abbinare alla repressione misure di qualificazione del distretto, per premiare e rendere riconoscibili le imprese virtuose e investono in qualità, sicurezza e sostenibilità. Per questo è stato richiamato il progetto “Laboratorio Legalità Prato – Task Force permanente”, ispirato alle migliori pratiche già sperimentate sul territorio, come il piano “Lavoro Sicuro” della Regione Toscana.










