Il cashmere sostenibile mongolo vince la sua battaglia con l’UE

Arriva una sentenza un po’ a sorpresa dal Tribunale dell’Unione Europea, che ha accolto il ricorso per la protezione IGP del Cashmere Sostenibile Mongolo contro la Commissione Europea, che ne aveva rifiutato lo status.

Una decisione a favore di Francesco e Laurence Saldarini e della loro joint venture con la Mongolian National Federation of Pasture User Groups (nella foto i membri) stabilisce un precedente per l’interpretazione del diritto UE sulla qualità dei prodotti agricoli e apre nuove opportunità per il commercio sostenibile di materie prime tra l’UE e la Mongolia”.

Il MNFPUG’s Sustainable Cashmere Marketplace è un’iniziativa sostenuta dal governo italiano, dedicata alla promozione e valorizzazione del cashmere mongolo, prodotto secondo criteri di sostenibilità e con tracciabilità integrale lungo tutta la filiera. Il progetto ha ottenuto il riconoscimento come miglior modello di sviluppo sostenibile a Expo 2015.

Il progetto, condotto in joint venture con il sindacato dei pastori nomadi, prevede la certificazione IGP della filiera e la realizzazione, con tecnologia italiana, di un polo produttivo nazionale in Mongolia per la trasformazione del cashmere IGP. Un iter che aveva subito uno stop il 30 aprile 2024, quando la Commissione Europea ha respinto la domanda di registrazione dell’indicazione geografica “Mongol Togtvortoi Nooluur / Sustainable Cashmere of Mongolia”, sostenendo che il cashmere cardato non rientrerebbe nell’ambito di applicazione del regolamento sulle IGP.

Il procedimento ha invece dimostrato che la Commissione Europea ha interpretato erroneamente l’ambito di applicazione del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, alla luce della nomenclatura TARIC. Il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato che il termine “lana”, come definito nel regolamento, include anche la lana di cashmere.

Il sindacato ha quindi notificato la sentenza alla Commissione Europea, richiedendo di accordare la protezione IGP in conformità e auspicando tempi rapidi.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini