Il meccanotessile pratese tra ITMA e formazione

Il meccanotessile pratese tra ITMA e formazione

Ancora 72 ore e poi si apriranno le porte della Fira de Barcelona Gran Via per ITMA, sette giorni di salone dedicati al meglio del meccanotessile mondiale. Tra le 360 aziende italiane presenti 50 arriveranno da Prato e 25, più due da Pistoia e Lucca, sono del settore meccanotessile. Alla vigilia della partenza per la Catalogna il Gruppo Meccanotessili della sezione Metalmeccanica di Confindustria Toscana Nord ha fatto il punto su mercati, iniziative e aspettative: al “tavolo” il presidente di sezione Marco Becheri, Andrea Piattelli, vice presidente di Acimit e Sara Dell’Orco, che segue la parte Educational.

Che molto ruoti intorno ad ITMA è chiaro: anche se il mercato interno e quello pratese in particolare abbia dato segnali di risvegli nell’ultimo anno è un fatto positivo, ma l’export continua ad essere basilare per le 25 aziende e i circa 410 addetti e per un settore che, nel complesso e in tutte le sue varie componenti, registra 95 imprese e 710 dipendenti. Nel 2018 sono stati esportati prodotti per 91 milioni, con la Cina come primo mercato e con Usa, Brasile, Turchia, Polonia e India su buoni livelli.

“La tipologia di prodotti fatti a Prato – dice Becheri – è talmente ampia che è difficile individuare un mercato preponderante. Per questo sarà importante avere a ITMA visitatori da ogni parte del mondo”.

Anche le aziende pratesi saranno riconoscibili a Barcellona grazie alle insegne Acimit: “Rispetto a fiere più piccole dove abbiamo un’area Italia coordinata da Acimit e Ice – spiega Piattelli – stavolta ogni stand sarà autonomo ma riconoscibile grazie ad un totem dell’associazione”.

Ma se il futuro immediato è a Barcellona quello prossimo significa professionalità e qualifiche da trovare: quello della meccanica è un settore in cui mancano le figure da inserire in azienda e per questo Confindustria Toscana Nord ha iniziato un lavoro di coinvolgimento di scuole e studenti con lo slogan “Metti in moto”. “Negli ultimi quattro mesi – dice Sara dell’Orco – abbiamo realizzato cinque iniziative al Marconi riscuotendo interesse da parte dei ragazzi che ci fa ben sperare per un ricambio generazionale che per ora fa fatica a realizzarsi”. Molte aziende infatti stanno facendo fatica a trovare operai specializzati e ingegneri: secondo un recente studio promosso dalla sezione Metalmeccanica di CTN c’è necessità di addetti al montaggio e al collaudo, progettisti, disegnatori ma anche montatori, assemblatori, manutentori elettrici-meccatronici-programmatori PLC). Fra un anno, massimo due, senza ricambio sarà emergenza vera.

Nella foto, da sinistra: Sara dell’Orco, Marco Becheri e Andrea Piattelli.

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