Macrolotto Prato

Illegalità e controlli, Prato chiede aiuto

Forte presa di posizione delle associazioni di categoria e dei sindacati confederali pratesi dopo i nuovi casi di illegalità nel distretto: dopo la lettera aperta inviata a dicembre arriva un appello col quale si chiede alle istituzioni di fare di più.

“La parte sana e corretta fatta da imprese e lavoratori – scrivono i vertici di Cna Toscana Centro, Confindustria Toscana Nord, Confartigianato Imprese Prato, Cgil Prato Pistoia, Cisl Firenze Prato e Uil Prato – non accetta di vedere il nome del distretto associato a comportamenti irregolari, quando non decisamente criminali, che sporcano anche la loro stessa immagine e danneggiano la loro reputazione. Il recente commissariamento di Piazza Italia, deciso dal Tribunale di Firenze su richiesta della Procura di Prato, è solo l’ultimo esempio di quanto denunciamo da anni e conferma come sul territorio sia presente, accanto ad aziende che rappresentano il meglio del sistema moda italiano, una rete di illegalità. Illegalità che si manifesta nello sfruttamento della manodopera e in condizioni di lavoro irregolari e degradanti, con una concezione della filiera come un mero strumento cui chiedere prezzi bassi e tempi veloci, senza controlli, senza alcuna assunzione di responsabilità, senza la minima etica”.

Dopo aver riconosciuto il lavoro di forze dell’ordine e magistratura il target della richiesta si sposta su Roma: “Cosa stanno facendo Governo, Parlamento e istituzioni tutte? Nessuna risposta concreta è arrivata alle richieste che abbiamo avanzato, condivise dai parlamentari del territorio, trasformate in emendamenti, a cui sono seguite audizioni e risoluzioni parlamentari, ma è ancora tutto fermo, tutto silenziato. E questo non è più accettabile. Ora servono fatti. Le parole – promesse preelettorali, dichiarazioni di vicinanza, propositi di intervento – non bastano più”.

Col documento “Laboratorio Legalità Prato – Task Force Legalità nel Distretto Tessile” le associazioni ed i sindacati avevano indicato le misure da prendere: una task force ispettiva interistituzionale, stabile e dotata di risorse adeguate, controlli sistematici su almeno 600 aziende il primo anno, una unità di analisi dati, sportello mobile per i lavoratori, report pubblici trimestrali e uno stanziamento straordinario di almeno 10 milioni di euro per garantire continuità e impatto reale.

“Ora la politica ha il dovere di ascoltare, di intervenire, di proteggere il lavoro legale, le imprese oneste, la sicurezza delle persone e la competitività del distretto” concludono Emiliano Melani, presidente di Cna Toscana Centro, Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana Nord, Luca Giusti, presidente di  Confartigianato Imprese Prato, Daniele Gioffredi, segretario generale di Cgil Prato Pistoia, Fabio Franchi, segretario generale di Cisl Firenze Prato e Rodolfo Zanieri, coordinatore di Uil Prato.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini