“Importatore presunto”, il 2028 è troppo lontano

Sedici associazioni imprenditoriali alzano la voce in merito alla decisione dell’Unione Europea di rinviare al 2028 le decisioni sul cosiddetto “importatore presunto”; tra queste anche Euratex.

Gli operatori commerciali e l’industria europei, con una lettera congiunta, si dichiarano “profondamente preoccupati per l’aumento delle importazioni di piccole spedizioni” e chiedono “all’UE e ai suoi Stati membri di introdurre senza ulteriori indugi l’obbligo legale per gli operatori stranieri di nominare una persona o un’entità giuridicamente responsabile nell’UE per le importazioni tramite e-commerce”.

Nel 2022, per fare un esempio, sono state presentate quasi un miliardo di dichiarazioni doganali per merci di scarso valore e adesso i volumi dell’e-commerce stanno mettendo a dura prova i limiti delle dogane.

“Molti dei prodotti che arrivano qui – scrivono le associazioni – violano le norme vigenti nell’UE, frodando l’IVA, non rispettando le norme in materia di salute e sicurezza, i diritti di proprietà intellettuale e sfruttando indicazioni ingannevoli per alimentare la concorrenza sleale, danneggiando le imprese che rispettano gli standard dell’UE. Tali pratiche stanno corrodendo intere catene del valore industriale, erodendo la nostra forza economica e la nostra resilienza e mettendo a rischio la salute dei consumatori”.

Per la questione dell'”importatore presunto” le associazioni appoggiano il fatto che il nuovo Codice doganale dell’Unione ne preveda l’istituzione, ritenendo le piattaforme responsabili di garantire che
i dazi doganali e l’IVA siano pagati al momento dell’acquisto, ma se questo avverrà solo nel 2028 “sarà troppo tardi”.

“L’introduzione dell’obbligo di designare una persona fisica o giuridica legalmente responsabile nell’Unione europea – si chiude la lettera – è attesa da tempo. Ciò può essere realizzato ben prima del 2028 mediante un semplice regolamento UE adottato con breve preavviso, molto prima che vengano introdotti il concetto di ‘importatore presunto’ e altri elementi del Codice dei consumatori unico. Tecnicamente facilmente realizzabile, è solo una questione di volontà politica. Prendiamo inoltre atto del prossimo European Product Act, che mira a rafforzare il quadro generale per la conformità dei prodotti e la sorveglianza del mercato e sottolineiamo che il rispetto degli obblighi di responsabilità estesa del produttore deve essere applicato anche in relazione alle vendite online e ai venditori di paesi terzi”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini