Il Summit per l’Internazionalizzazione delle Imprese, organizzato dall’Unione Industriale Biellese per offrire alle aziende una lettura aggiornata degli scenari globali, della fragilità a cui è esposta la catena degli approvvigionamenti, degli accordi commerciali e degli strumenti operativi necessari per competere sui mercati esteri ha portato molti spunti di dibattito.
L’incontro si è aperto con i saluti del presidente Paolo Barberis Canonico e della delegata all’Internazionalizzazione, Chiara Bonino, che hanno tracciato il filo conduttore dell’incontro: comprendere gli scenari internazionali, mettere a fuoco gli strumenti operativi e condividere esperienze concrete capaci di guidare le imprese nelle loro scelte strategiche.
“Viviamo un tempo complesso – ha detto Barberis Canonico – con tensioni geopolitiche, mutamenti profondi nelle catene del valore globali e un ritorno di politiche protezionistiche. I dazi e la volatilità degli accordi commerciali sono diventati una variabile cruciale nelle scelte imprenditoriali, influenzando investimenti, costi e strategie di presenza sui mercati esteri. Quindi la capacità di interpretare i cambiamenti e di adattarsi rapidamente diventa un fattore determinante di competitività Intanto abbiamo assistito a un passaggio significativo, l’avvio dell’applicazione provvisoria dell’accordo UE–Mercosur ma restano cruciali anche tutti gli altri temi che impattano sulle imprese, dalla gestione dei dazi, alla semplificazione dei flussi doganali, alla tutela degli standard produttivi e alla competitività delle filiere”.
“L’internazionalizzazione – ha aggiunto Bonino – non è solo un tema tecnico ma anche strategico. Non riguarda soltanto regole, dazi, procedure doganali o accordi commerciali, ma la direzione stessa in cui un’impresa sceglie di muoversi. Con internazionalizzazione parliamo di modelli di crescita, di strutturazione delle filiere, di capacità di attrarre investimenti e competenze, di presidiare i mercati, di innovare prodotti e processi, tutte scelte che incidono sul modo in cui un’impresa interpreta il futuro. Ed è proprio per questo che oggi l’internazionalizzazione richiede una visione strategica molto più ampia di quanto accadeva in passato. In altre parole: occorre governare la complessità, non subirla”.
Il Summit è entrato nel vivo con il primo approfondimento tecnico dedicato alle dinamiche di commercio estero grazie a Fulvio Liberatore, CEO di Easyfrontier, che ha sottolineato come la risposta più efficace alle criticità che presenta l’attuale scenario geopolitico sta nel coglierne le opportunità: utilizzo dei regimi doganali speciali, semplificazioni doganali, governo delle regole di origine e classificazione di tutti i prodotti che entrano nelle supply chain e soprattutto l’integrazione con i sistemi informativi aziendali e l’integrazione di questi ultimi con i sistemi adottati dalle dogane di tutto il mondo, ormai largamente digitalizzate.
Poi focus sul ruolo del Sistema Confindustria con una sessione dedicata agli scenari economici internazionali e alle iniziative a supporto delle imprese. In questo segmento, Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine, e Marco Felisati, direttore degli Affari Internazionali di Confindustria, hanno approfondito le condizioni, le scelte operative e gli approcci concreti che possono rendere l’internazionalizzazione una leva strategica di crescita per le aziende.
Il terzo approfondimento è stato dedicato ai servizi, agli strumenti e ai casi di successo. Chiara Bonino, con Claudia Ferrero, responsabile dell’Area Internazionale e Fiscalità dell’UIB, ha presentato le attività e il supporto operativo offerto dal Sistema Confindustria per accompagnare le imprese nelle loro strategie estere. Chiusura con le testimonianze imprenditoriali: Bonino Carding Machines e Lawer.







