Dopo quattro tappe dedicate alle imprese, agli imprenditori e al personale tecnico aziendale che hanno toccato Luino, Gallarate, Saronno e Busto Arsizio coinvolgendo più di 200 persone per SamrtUp è arrivata la tappa finale aperta al pubblico al teatro “Gianni Santuccio” col roadshow di presentazione al territorio dell'iniziativa della Università Cattaneo e dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese che ha l’obiettivo di contribuire a fare del Varesotto una delle realtà protagoniste nel Paese di quella che The Economist ha chiamato la “Terza Rivoluzione Industriale”, basata su tecnologie come quella delle stampanti 3D e delle schede elettroniche per la prototipazione rapida. Tutti fronti che stanno cambiando i modi e i fattori di produzione.
L’evento intitolato “Creattiviamo il territorio” ha raccolto un centinaio di presenze tra imprenditori, studenti delle scuole superiori della provincia, studenti universitari, semplici curiosi, maker, rappresentanti del mondo dell’artigianato. Una platea eterogenea, come era nelle intenzioni degli organizzatori, ha sottolineato lo stesso Presidente dell’Unione Industriali, Giovanni Brugnoli: “Un laboratorio di idee, quale si candida ad essere SmartUp, deve far circolare la conoscenza, al di là degli steccati e delle specializzazioni. Il nuovo avanza abbattendo i confini. SmartUp nasce proprio per questo. Intorno a questa evoluzione sta sorgendo un mondo dal quale non solo la nostra industria, ma tutto il territorio, non possono restare fuori, pena il mancato aggancio ai nuovi scenari di crescita che si stanno aprendo al sistema manifatturiero. Scenari che vogliamo portare nella nostra provincia con il coinvolgimento di tutti”.
Per riuscire nell’intento, SmartUp, ha spiegato Giovanni Brugnoli, vuole e dovrà essere tante cose insieme: “Una palestra per l’innovazione di prodotto e di processo per le imprese; un acceleratore dei processi di innovazione e di idee; un supporto alla creazione di prototipi; un laboratorio che offrirà alle imprese la capacità di sviluppare servizi personalizzati di fabbricazione digitale; un appoggio concreto alle startup; una community di innovatori; un catalizzatore di innovazione per tutto il territorio”.
A entrare nel dettaglio delle ambizioni con cui nasce SmartUp è stato il Presidente della LIUC – Università Cattaneo, Michele Graglia: “Attraverso questo nuovo Laboratorio di Fabbricazione Digitale, la LIUC, più che in altre occasioni, vuole aiutare il territorio ad aprire una finestra sul futuro. Vogliamo aiutare la nostra provincia, il suo tessuto economico, imprenditoriale, scolastico e accademico a creare e ad attivare nuovi processi e prodotti innovativi. Pensiamo di poterlo fare di più e meglio dei molti FabLab che stanno nascendo in Italia, proprio perché SmartUp ha in sé il vantaggio di potersi inquadrare all’interno del corso di laurea in Ingegneria della LIUC. Un corso non di ingegneria meccanica, o elettronica, o delle costruzioni. Bensì di Ingegneria gestionale. Anche per questo, è bene chiarirlo subito, SmartUp non sarà un luogo di produzione di manufatti, né potrebbe esserlo. Così come non vuole essere un semplice centro di servizi. È vero che siamo un’Università orientata alle imprese, ma non ci vogliamo sostituire ad esse e alle loro peculiarità. Non ci interessa e non è mai stata questa la nostra intenzione. L’ambizione della LIUC – Università Cattaneo attraverso SmartUp è semmai quella di assistere le aziende nella progettazione di nuove modalità di produzione e nella creazione di nuovi percorsi di innovazione. Vogliamo essere una leva e un punto di riferimento sulle quali le imprese del territorio possano contare: per rimanere al passo con la tecnologia che galoppa; per continuare ad essere competitive in un'economia globalizzata sempre più selettiva”.
Ma come la fabbricazione digitale sta rivoluzionando il mondo della manifattura e del fare impresa? Quali le implicazioni pratiche? Come SmartUp potrà aiutare in concreto le aziende e il mondo dell’istruzione e della ricerca del territorio? La risposta a queste domande è di Luca Mari, professore della scuola di Ingegneria Industriale della LIUC e direttore di SmartUp: “Da tempo la nostra Università sviluppa iniziative di trasferimento tecnologico finalizzate a diffondere conoscenza alle aziende e alle organizzazioni, e l’esperienza che abbiamo acquisito ci ha convinto dell’utilità di promuovere un acceleratore di nuove idee e progetti nel contesto della cosiddetta “prototipazione digitale”. Come tutti sappiamo e viviamo quotidianamente, Internet è uno straordinario catalizzatore di idee: con l’emergere progressivo di una “Internet delle Cose”, le idee, in termini di possibili nuovi prodotti e servizi, potranno trovarsi non più solo “nel mondo dei bit”, ma alla confluenza tra bit e atomi. Si tratta, insomma, dell’evidenza pratica che l’alternativa non è tra vecchia e nuova economia, ma tra vecchio e nuovo modo di intendere l’economia. Attraverso il Laboratorio intendiamo proseguire in ciò che un’università dovrebbe saper fare meglio: generare e diffondere conoscenza. Cerchiamo di rendere concreta la lezione che il lavoro si crea dove c’è intelligenza. Per offrire un servizio davvero innovativo e concretamente utile al territorio, dovremo saper imparare dalle esperienze, affinando progressivamente qualche dettaglio della missione di SmartUp, ma già ora ci è ben chiaro che il nostro è un territorio con risorse notevoli e che quindi un obiettivo basilare del Laboratorio sarà di costruire opportunità di relazioni, scambio di informazione e conoscenza, attivazione di progetti di innovazione. I ricercatori del Laboratorio lavoreranno per diffondere competenze e dimostrare l’utilizzabilità concreta di sistemi tecnologici innovativi come stampanti 3D e schede elettroniche per la prototipazione rapida di “oggetti intelligenti”, per esempio attraverso studi di fattibilità e progetti di scouting tecnologico. Ma lavoreremo anche per far scaturire intorno all’Università una comunità di soggetti con ruoli complementari: aziende che vedono nelle tecnologie della prototipazione digitale opportunità di nuove opzioni di innovazione di processo o di prodotto, e aziende in grado di fornire o comunque mettere a disposizione strumenti come stampanti 3D e sistemi hardware e software, ma poi anche makers e, speriamo, scuole tecniche interessate a giocare un ruolo attivo in questo scenario. SmartUp è già dotato di strumenti di prototipazione digitale – e la dotazione hardware e software continua ad arricchirsi –, a disposizione delle aziende e degli studenti,. Ma sappiamo che il compito più importante di un’università è di generare conoscenza e far incontrare conoscenza ove essa è già presente. In sintesi, il progetto che il gruppo di lavoro della LIUC ha definito con l’Unione Industriali prevede tre aree generali di attività per SmartUp, finalizzate al supporto alle aziende per l’innovazione di prodotto (“sviluppo di oggetti smart”) e di processo (“prototipazione digitale”) e per la realizzazione di nuovi progetti e startup (“acceleratore di idee”), con l’obiettivo strumentale di creare una rete di soggetti interessati a contribuire fattivamente all’innovazione nel nostro territorio attraverso le tecnologie di fabbricazione digitale”.
26-2-2014







