Due protagonisti abituali del salone del tessile italiano hanno rinnovato la presenza a Milano Unica per presentare le proprie novità.

Vetrina milanese quindi per Freedom, che anche a Milano Unica ha avuto la sua ribalta: l’ultimo arrivato in casa Thermore in fatto di imbottiture termiche è realizzato con fibre 100% riciclate provenienti da bottiglie PET e da materiali recuperati da componenti elettronici, come spine, connettori e cavi.
Un mix che assicura comunque forma ed elasticità anche dopo ripetuti utilizzi: “Milano Unica – dice Patrizio Siniscalchi, Managing Director di Thermore – è per noi un appuntamento consolidato e abbiamo voluto presentare Freedom perché rappresenta la nostra visione, un calore attivo e performante, un approccio concreto a metodi produttivi più responsabili”.
La struttura interna dell’imbottitura, certificata Global Recycled Standard, è composta da micro gaps, minuscole cavità che si flettono ad ogni movimento, in modo da avere flessibilità e adattamento al movimento. La tecnologia di controllo delle fibre è brevettata e per mette al prodotto di essere lavabile in lavatrice o a secco.
Archivio digitalizzato e tanta voglia di riguadagnare posizioni sul mercato per Clerici Tessuto, che a Rho ha presentato le nuove collezioni Primavera/Estate 2027 dei brand Clerici Tessuto e Larusmiani ma anche il progetto Lia, uno strumento di intelligenza artificiale dedicato alla valorizzazione dell’archivio storico aziendale.
Il 2025 ha salutato lasciando una decrescita del 10% del fatturato, arrivato a 39 milioni di euro, ma anche un recupero dell’Ebitda, in positivo per 1,5 milioni di euro: la strategia di rafforzamento strutturale avviata dall’Ad Matteo Rossini quindi prosegue sui binari di ottimizzazione dei processi, maggiore controllo della filiera e posizionamento nel segmento del lusso.
“Il mercato non avrà una grande ripresa in termini di volume e fatturato – dice Rossini analizzando il 2026 appena iniziato – ma puntiamo a crescere nei numeri, sia pure di poco. Il cambiamento del lusso, più che le questioni geopolitiche, ha portato a conseguenze nei volumi. Il lusso non può avere ovviamente prezzi bassi, ma forse neppure così alti come negli ultimi tempi. Seguiamo con attenzione la collezione PE, perché per noi, anche a livello di fiera, impatta leggermente di più”.
La collezione di Clerici Tessuto (nella foto grande) si è ispirata al tema del sogno, con leggerezza e tessuti impalpabili, superfici compatte, jacquard reinterpretati, stampe floreali e una palette cromatica raffinata. Per Larusmiani invece c’è un’eleganza più essenziale e contemporanea, con materiali naturali, cromie ricercate e linee pulite.
E nello stand a Milano Unica un angolo è stato riservato a Lia, un nome che richiama l’intelligenza artificiale: un aiuto digitale e immediato che, su PC, tablet e smartphone, consente di entrare nell’archivio dell’azienda e vedere migliaia di campioni di tessuto, ricercabile per materiale, colore, disegni o finezza. Un tuffo virtuale nel patrimonio storico di Clerici che porta l’intelligenza artificiale nel cuore dell’attività.










