Ratti

Ratti, primo trimestre a -26,6%

Iniziano ad arrivare i primi numeri ufficiali sull’impatto del Covid-19 nel tessile abbigliamento italiano. Dopo tante stime e previsioni di aziende e associazioni di categoria è Ratti a dare un contorno reale alla vicenda con la pubblicazione del bilancio al 31 marzo.

Il fatturato di 23,3 milioni è in diminuzione del 26,6% rispetto al primo trimestre 2019: il Covid-19 ha portato a significative restrizioni alle attività di Ratti, tra cui la progressiva sospensione di produzione e logistica.

Il Polo Luxe ha registrato un calo delle vendite di 5,4 milioni (-33,1%), soprattutto nel segmento dei tessuti per abbigliamento. Anche Collezioni e Fast Fashion sono in contrazione, con una diminuzione delle vendite di 1,8 (-25,6%) e 1,2 milioni (-52%). Si mantiene positivo il Polo Studio (+0,4 milioni grazie al buon andamento delle vendite di accessori in licenza nella prima parte del trimestre).

Per quanto riguarda i mercati giù l’Italia (- 5,5 milioni, -36,6%) e l’Unione Europea (- 2 milioni, -20,7%).

Ad oggi gli stabilimenti produttivi del gruppo Ratti in Italia ed in Tunisia sono operativi, tramite l’implementazione di tutti i protocolli di sicurezza previsti. Lo stabilimento in Romania, grazie ad una situazione migliore dal punto di vista sanitari, aveva già ripreso il 3 aprile. La valutazione per il resto dell’anno dipenderà dalle tempistiche di stabilizzazione della situazione sanitaria, sociale ed economica a livello globale; nell’attesa Ratti ha avviato un piano di efficientamento di tutte le voci di spesa, che comprende il ricorso agli ammortizzatori sociali e la sospensione delle attività non prioritarie. In ogni caso non mutano gli obiettivi strategici di medio-termine e sono confermati gli investimenti programmati in impianti e tecnologie. Sospesi invece gli investimenti già programmati ma non più strategici e quindi posticipabili.

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