Pratesi a Rho, la carica dei quasi 101

Sono 95 le aziende pratesi arrivate a Rho per la 42′ edizione di Milano Unica: una conferma rispetto al gennaio di un anno fa.

Gli ultimi dati disponibili per la produzione di tessuti del distretto tessile pratese evidenziano che il comparto ha chiuso il 2024 con un calo del 5,8% di attività sull’anno precedente; modesto ma sensibile l’incremento della media della produzione nei primi 9 mesi del 2025, con +1,9% sullo stesso periodo del 2024. Nelle esportazioni 2025 fino a settembre si è registrato per i tessuti trama-ordito per abbigliamento +3,3% in valori.

Negli stessi mesi i mercati esteri in aumento per le vendite di tessuti pratesi sono stati Spagna, Germania, Romania, Marocco, Francia e Regno Unito, mentre c’è stata una lieve contrazione per l’export verso gli Stati Uniti.

“C’è naturalmente piena coscienza e non poca preoccupazione per la delicatezza di questo momento – commenta Giovanni Gramigni, nella sua doppia veste di presidente del consorzio Pratotrade e di coordinatore del gruppo Produttori di tessuti della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – ma anche grande fiducia nelle proprie capacità di intercettare i minimi spiragli che si aprano nel mercato stagnante del settore. A Prato punti di forza significativi esistono e sono in linea con alcuni dei fattori chiave che caratterizzano il mondo della moda attuale: l’attenzione per la sostenibilità, una creatività che davvero non ha eguali nell’ideare e progettare prodotti innovativi e una filiera con specializzazioni forti in grado di realizzarli. Per rendere leggibili le evoluzioni che ci sono state abbiamo pensato a Didip, la piattaforma digitale per la condivisione dei dati fra le aziende e il cammino per la sua realizzazione è stato già intrapreso. Didip consentirà processi ottimizzati, più facili e veloci, agevolando in maniera decisiva la tracciabilità delle lavorazioni. I dazi introdotti dagli Stati Uniti rappresentano per i commerci un ostacolo che potrebbe amplificare i suoi effetti nel prossimo futuro ma uno spiraglio viene dall’accordo col Mercosur, perchè i mercati sudamericani possono diventare rilevanti. Partiamo per le fiere decisi a valorizzare al massimo i nostri prodotti e a difendere il tessile di Prato. L’affanno che si registra nelle aziende, e che ha reso frequente il ricorso alla cassa integrazione, strumento che serve a mantenere in azienda i nostri collaboratori e a garantire la continuità delle competenze, rappresenta una fase, che come tutte le fasi avrà un suo termine”.

Le aziende pratesi produttrici di tessuti sono 230 con 3.900 addetti diretti. Le ultime stime indicano per queste aziende più di 1,6 miliardi di euro di fatturato: gran parte (quasi il 75% nel 2024) è generato dall’export, che nel 2024 è stato di 1,15 miliardi di euro, in contrazione del 5% sul 2023, dopo la forte crescita dovuta anche all’aumento dei prezzi delle materie prime del 2022. Il 60% di tali esportazioni è composto da tessuti trama-ordito, mentre il restante 40% è costituito da tessuti diversi come per esempio tessuti a maglia, jacquard, speciali, tecnici, spalmati, velluti e tessuti a pelo. La percentuale di tessuti destinati all’abbigliamento sul totale della produzione si stima possa attestarsi al 70%.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini