I numeri di Chic dopo i tre giorni di Shanghai

1.291 espositori con 1.335 marchi provenienti da 8 paesi e regioni, oltre 160.000 visitatori professionali: questi i numeri finali di Chic nella sua edizione di marzo.

Dodici i segmenti espositivi, dall’abbigliamento femminile e maschile agli accessori, al denim, all’outdoor, al bambino e alla moda digitale. Il tema guida “In Search of Spring” ha animato il salone in un momento in cui l’industria cinese dell’abbigliamento si sta riallinenando alle dinamiche del mercato interno che sta cambiando, ai mercati internazionali e ai segmenti di consumatori che stanno acquisendo importanza.

Le esportazioni verso regioni come l’Europa, il Regno Unito e il Giappone stanno registrando un andamento positivo e sono in crescita anche America Latina e Africa. Nel 2024, per esempio, il mercato cinese dell’abbigliamento sportivo premium ha raggiunto circa 9,2 miliardi di dollari e si prevede che crescerà fino a quasi 16 miliardi entro il 2030.

A livello di partecipazione internazionale sono stati 45 i marchi provenienti da otto paesi, tra cui Cina, Hong Kong, Corea, Australia, Italia, Germania, Giappone e India. Alcuni dei marchi cinesi partecipanti di contro si sono già presentati su piattaforme internazionali come Pitti Uomo a Firenze.

Tra gli oltre 160.000 visitatori arrivati al NECC di Shanghai anche le principali piattaforme di e-commerce come JD.com, Douyin e Little Red Book, oltre a grandi gruppi della vendita al dettaglio come il Beijing SKP.

“CHIC è molto più di una semplice fiera: è il riflesso della trasformazione del nostro settore. Nonostante le difficoltà economiche, assistiamo a un chiaro orientamento verso la qualità, l’innovazione e l’internazionalizzazione. La fiera riunisce i principali attori del settore e getta le basi per nuove partnership e una crescita sostenibile” chiosa Chen Dapeng, vicepresidente del Consiglio Nazionale Cinese del Tessile e presidente dell’Associazione Nazionale Cinese dell’Abbigliamento e di Chic.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini