Elettricità

Il monito di CTN alla filiera: “I nuovi costi sono un fattore per tutti”

Confindustria Toscana Nord interviene sul tema dei costi energetici e del loro impatto sul tessile ammonendo l’intera filiera della moda.

Per bocca di Ivo Vignali, coordinatore del gruppo Nobilitazione e lavorazioni tessili della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord, e di Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda dell’associazione, CTN tiene accesi i riflettori sui prezzi di energia e gas metano.

Un tema molto sentito nel distretto tessile pratese che, considerando il solo codice Ateco 13 (industrie tessili propriamente dette, vale a dire produzioni di filati e tessuti con esclusione di abbigliamento e maglieria), pesa sul settore nazionale per il 18% di imprese tessili e per il 17% degli addetti del settore, generando il 14% (in valori) delle esportazioni: per tutti e tre questi parametri Prato è il primo distretto tessile italiano. Lo stesso primato nazionale di settore si riflette anche nei consumi di energia elettrica: le aziende tessili pratesi assorbono la quota del 16% del totale.

L’inizio della guerra USA-Israele contro l’Iran ha portato ad un’ulteriore impennata dei costi del gas metano, che ha raggiunto picchi anche di 70 euro al megawattora, mentre l’energia elettrica ha avuto un andamento più altalenante, arrivando comunque all’attuale valore, superiore ai 145 euro al megawattora.

“Le lavorazioni tessili in generale – spiega Vignali – e in particolare le imprese di tintoria e nobilitazione non possono sostenere da sole il peso di questi incrementi, che non investono solo direttamente la bolletta energetica, ma sono applicati anche ad altri beni e servizi. Le difficoltà incidono anche sui nostri committenti interni ed esterni al distretto, ma riteniamo necessario che da parte dell’intera filiera, incluse quindi le sue fasi finali, vi sia piena consapevolezza di questa situazione e che tutti facciano quanto loro possibile per gestire questi aumenti di costi. Ma un ruolo fondamentale è anche quello dei decisori pubblici. Occorrono con decorrenza immediata misure agevolative, sotto forma di azzeramento degli oneri generali del sistema elettrico e gas; altrettanto indispensabile che vengano previsti ristori come i crediti di imposta per energia e gas analoghi a quelli, efficaci, che furono concessi nel 2022 con il Decreto Aiuti e i suoi successivi aggiornamenti. Anche la conversione in legge del Decreto Bollette potrà essere un’occasione per perfezionare misure che devono tenere conto di tutte le realtà produttive, incluse aziende come quelle della filiera moda che sono spesso piccole e medie, ma con costi energetici che hanno incidenze molto pesanti sul totale degli oneri a loro carico”.

“Il quadro è oggettivamente complicato – aggiunge Marini – e sono comprensibili le preoccupazioni dei colleghi delle lavorazioni a monte della filiera. I produttori di tessuti e filati hanno stilato i listini non potendo prevedere quanto sarebbe avvenuto a livello geopolitico e in ogni caso le difficoltà di mercato impongono di contenere i prezzi quanto più possibile, pena la perdita di competitività, anche rispetto ad altri produttori europei. Gli ordini ancora in corso, in particolare, devono essere preservati da cambiamenti. La disponibilità a venire incontro alle difficoltà delle lavorazioni c’è ma, a nostra volta, dobbiamo constatare che anche come committenti i margini di manovra sono davvero stretti. Difficile immaginare percorsi precostituiti per gestire il problema, occorrerà che ogni filiera produttiva trovi soluzioni equilibrate e sostenibili per tutti. I fattori in gioco riguardano anche la fidelizzazione della clientela e la necessità di non comprometterla per venire incontro a problemi che potrebbero essere anche di breve durata. E’ inevitabile far comprendere la situazione all’intero settore moda, inclusa quindi anche la parte più a valle, perché vi sia consapevolezza di questo stato di cose e disponibilità a farsene carico”.

Foto di Immo Wegmann su Unsplash

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini