Nonostante le tante incertezze sia sul fronte commerciale che su quello degli spostamenti internazionali l’edizione primaverile di Intertextile Shanghai Apparel Fabrics è andata in archivio con risultati soddisfacenti.
Oltre 96.000 i visitatori provenienti da 119 paesi e regioni che hanno guardato i prodotti di oltre 3.000 espositori. Particolarmente positiva la presenza al Functional Lab, ampliato del 30%, e all’area espositiva The Cube.
Wilmet Shea, direttore generale di Messe Frankfurt Hong Kong, ha detto alla fine della tre giorni di Shanghai: “Il mercato presenta diverse sfide, eppure il settore continua a riporre la propria fiducia in Intertextile Apparel. Lo dimostrano l’eccellente tasso di fidelizzazione degli espositori e il flusso costante di visitatori, con una partecipazione internazionale che rimane forte. La Cina sta contribuendo a spianare la strada all’evoluzione funzionale, digitale e sostenibile del settore della moda, il che rende questa fiera fondamentale per lo scambio globale tra mercati tradizionali ed emergenti”.
Pur non essendo stato allestito lo spazio Milano Unica Shanghai, che dovrebbe tornare ad agosto, non sono mancate le aziende italiane, con propri stand o nelle collettive organizzate sia da Messe Frankfurt Italia che dalle agenzie di rappresentanza. Tra queste il Lanificio Luigi Colombo: “Il mercato cinese – dice l’ad Andrea Rossi – registra una domanda in costante crescita di fibre naturali, con le fibre pregiate di alta gamma che riscuotono sempre più successo. I consumatori non cercano più l’ostentazione, ma danno invece valore a prodotti che siano lussuosi ma anche sostenibili, facili da indossare e confortevoli. Intertextile Apparel è stato il nostro canale principale per l’ingresso nel mercato cinese negli ultimi 25-27 anni e negli ultimi due anni, abbiamo stretto contatti con molti nuovi clienti, soprattutto nel settore online”.







