Un’anteprima a 360 gradi aspettando PVP

C’è tutta la filiera del tessile sotto la copertura elegante in acciaio e vetro del Carreau du Temple, l’ex mercato coperto del quartiere più elegante di Parigi che, dopo più di un secolo di commercio, è stato convertito a spazio pubblico per eventi e fiere e che, dal 2018, è diventato la sede di Blossom PV.

E’ una Parigi che ha abbandonato il caldo torrido (incubo di Sinner al Roland Garros) per lasciare spazio ad un cielo più grigio e a temperature più primaverili quella che accompagna l’inizio del salone: il format è quello di una fiera raccolta negli spazi e nelle dimensioni degli stand, lontana dalla grandeur di Première Vision a Villepinte. Un’ottantina di espositori selezionati, uno spazio tendenze più minimalista ed essenziale, un ambiente dove la sostanza va a braccetto con l’elegante forma.

Dalla pelle al tessuto, passando per accessori e artigiani: c’è tanta Italia al Carreau du Temple, in percentuale sicuramente di più di quanta ne troveremo a Première Vision Paris a settembre, anche se c’è chi farà entrambe le fiere. E’ il caso della lombarda Pizval, che porterà pizzi e ricami anche al Parc des Expositions: “Per la nostra tempistica – spiega Manuela Saporiti – Blossom va bene e vogliamo essere presenti il più possibile in Francia, che a livello di mercato per noi incide per il 60%. Il forma è adatto, peccato solo la vicinanza col 2 giugno, che da noi è festa”.

Presenza immancabile nelle fiere europee è quella di Iluna, il cui calendario ha più trame di un tessuto jacquard: “Siamo venuti a Blossom per le prime due edizioni dopo il Covid – dice Furio Annovazzi – e siamo voluti tornare questa volta per valutare la data, prima di tornare a Parigi per la preview di Interfilière, che salteremo invece a settembre visto che per noi la data scelta è troppo in là nel calendario. Da qui ad allora infatti avremo sia Texpremium che Milano Unica. Blossom ha un format che ci piace, speriamo che la risposta sia all’altezza delle aspettative che comunque, visto il momento, non sono altissime. E’ veramente difficile interpretare i segnali del mercato”.

Uno degli angoli del salone è dedicato alla pelle, con una selezione di concerie e produttori, anche questi in buona parte italiani, come la David Leather Expressions di Fucecchio, ed anche in questo caso il calendario fa da linea guida: “Siamo qui ma non saremo a Première Vision – dicono allo stand – perché la data è troppo vicina a Lineapelle, che per noi è la fiera principale. Blossom è una fiera funzionale, fatta al momento giusto nel posto giusto, perché l’essere in centro a Parigi è un valore aggiunto. Lavoriamo con appuntamenti già resi in precedenza ma speriamo sempre di trovare nuovi clienti tra i visitatori della fiera, dove siamo venuti con un campionario più legato agli intrecci e alla maglieria, perché per la collezione completa di pelletteria è un po’ presto. In questa prima parte di 2026 il mercato sta rispondendo, anche perché proponiamo articoli per più tipologie di settore, compresi interior, prodotto finito e nautica e quindi alla fine alti e bassi si compensano. Per quanto riguarda la Francia i brand clienti riguardano soprattutto calzature e pelletteria”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini