L’EPR fa discutere anche al Textile Pro Forum

Osservazioni e richieste sul tema dell’EPR in arrivo dopo la pubblicazione da parte del Textile Pro Forum di una nuova analisi che sottolinea la necessità di una maggiore armonizzazione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore nel settore tessile in tutta Europa.

Il documento, intitolato “Verso sistemi di responsabilità estesa del produttore armonizzati nel settore tessile in Europa: analisi e raccomandazioni”, presenta i risultati del lavoro svolto dal Workstream 1 del Textile PRO Forum (la piattaforma collaborativa che riunisce le organizzazioni di responsabilità dei produttori del settore tessile e le parti interessate di tutta Europa) guidato da Viola Corbellini, esperta di sviluppo strategico e innovazione presso Erion Textiles, e da Luca Campadello, direttore generale di Erion Textiles. Il gruppo di lavoro si è concentrato sulla riduzione degli oneri amministrativi a carico dei produttori tessili, individuando le aree in cui le procedure potrebbero essere meglio allineate tra i vari paesi.

L’analisi si basa sui contributi di 12 organizzazioni di responsabilità del produttore che coprono 11 paesi e mette a confronto il modo in cui i sistemi di EPR nel settore tessile, sia quelli emergenti che quelli esistenti, gestiscono la registrazione dei produttori, la rendicontazione dei prodotti immessi sul mercato, la fatturazione, i pagamenti, l’identificazione dei produttori e il ruolo degli strumenti digitali.

I risultati mostrano che gli EPR nel settore tessile si stanno sviluppando a ritmi diversi e con modelli operativi diversi in tutta Europa. La registrazione può avvenire tramite portali online, contatto diretto con gli organismi di gestione (PRO), sistemi delle autorità pubbliche o modelli misti. Anche la frequenza delle dichiarazioni varia in modo significativo, spaziando da dichiarazioni annuali a mensili. I requisiti relativi ai dati sull’immissione sul mercato, alle categorie di prodotti, alle unità di rendicontazione e alle pratiche di fatturazione non sono ancora allineati.

Questa frammentazione rischia di creare un’ulteriore complessità amministrativa per le imprese che operano in diversi mercati europei, in particolare le PMI, i venditori transfrontalieri e gli operatori online. Potrebbe inoltre ridurre la comparabilità dei dati e rendere più difficile l’applicazione delle norme.

L’analisi individua diversi ambiti prioritari per l’armonizzazione, tra cui un insieme minimo di dati comuni allineati alle norme dell’UE per la registrazione, calendari di rendicontazione più coerenti, regole più chiare sull’identificazione dei produttori, opzioni di rendicontazione semplificate per i piccoli produttori, regole prevedibili in materia di fatturazione e pagamento, nonché sistemi digitali interoperabili. Il Textile PRO Forum sottolinea che l’armonizzazione non significa eliminare tutte le specificità nazionali. Significa piuttosto definire un nucleo comune di regole, dati e processi su cui costruire sistemi nazionali coerenti.

I risultati saranno discussi durante la riunione plenaria del Textile PRO Forum della prossima settimana, in cui le organizzazioni faranno il punto sul lavoro svolto finora e valuteranno i prossimi passi da compiere per elaborare linee guida pratiche e raccomandazioni.

“L’EPR nel settore tessile – afferma Anais De Bergeyck, responsabile delle politiche presso Euratex – sta diventando una realtà in tutta Europa, ma la sua attuazione deve essere gestibile per i produttori ed efficace per le autorità. Questa analisi dimostra che l’armonizzazione non è un obiettivo politico astratto, bensì una necessità pratica per ridurre gli oneri amministrativi, migliorare la qualità dei dati e sostenere il buon funzionamento del mercato unico”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini