Sono il potenziamento tecnologico e la transizione verso produzioni a più alto valore aggiunto a guidare la nuova missione del meccanotessile italiano in Bangladesh, che quest’anno si sdoppierà nei due principali poli manifatturieri del Paese: i costruttori italiani incontreranno i vertici della filiera tessile locale il 7 luglio a Dacca e il 9 luglio a Chittagong.
Si riaccendono così i riflettori su un mercato che si conferma una vera e propria colonna portante per l’export italiano in Asia, area geografica che da sola assorbe il 40% delle vendite estere del settore per un valore di 667 milioni di euro. Il Bangladesh è cresciuto toccando nel 2025 un volume d’affari di 71 milioni di euro (+17% rispetto all’anno precedente).
“I numeri del 2025 parlano chiaro – dice il presidente di Acimit Marco Salvadè – e dicono che il tessile del Bangladesh vede nei costruttori italiani un partner insostituibile per vincere la sfida della qualità e dell’efficienza globale. La scelta di toccare con questo workshop sia Dacca che Chittagong nasce dalla volontà di presidiare da vicino i due motori industriali del Paese, offrendo soluzioni su misura capaci di generare un immediato upgrade tecnologico e di sostenere i player locali verso modelli più sostenibili. Questo percorso rappresenta un trampolino ideale anche in vista di Itma Hannover 2027″.









