Dall’assemblea annuale di Acimit è uscito l’obiettivo per il prossimo futuro: la sfida per operare in uno scenario caratterizzato da instabilità geopolitica, rallentamento degli investimenti industriali e nuove spinte protezionistiche.
Il presidente Marco Salvadè, presentando i dati consuntivi del comparto per il 2025 elaborati su fonte Istat, ha evidenziato come la debolezza del quadro manifatturiero europeo e globale abbia condizionato i risultati del settore, ma, nonostante l’instabilità diffusa e la contrazione nei mercati tradizionali, la tecnologia italiana si conferma leader mondiale.
Nel 2025 infatti la produzione del meccanotessile italiano si è attestata a circa 1,94 miliardi (-9% rispetto al 2024) ed anche le esportazioni hanno subìto una contrazione (-8% per un valore complessivo di 1.675 miliardi di euro). Le vendite in Italia hanno avuto una percentuale ancora peggiore,-14%, evidenziando una domanda che, nonostante una moderata crescita con l’aumento delle importazioni (+14%), è ancora insufficiente per generare una vera accelerazione degli investimenti nazionali.
L’export è calato in mercati di riferimento storici, tra cui il Nord America e la Turchia, mentre l’Asia si conferma la destinazione privilegiata assorbendo il 40% dell’export totale, seguita dall’Unione Europea e dall’Europa Extra UE. Dal punto di vista merceologico, a guidare le vendite oltreconfine sono i macchinari di nobilitazione/finissaggio (33% del totale), seguiti dagli accessori (20%) e dalle macchine per filatura (15%).
L’unico vero exploit ha riguardato l’India, diventata nel 2025 il primo mercato assoluto con vendite balzate a ben 176 milioni di euro (+28% rispetto al 2024).
La sostenibilità si conferma il pilastro competitivo della tecnologia italiana: gli associati ad Acimit investono in R&S per sviluppare macchinari ad alta efficienza energetica, automazione avanzata, guardando anche alle soluzioni capaci di abbattere i consumi delle aziende tessili clienti, contribuendo, allo stesso tempo, ad una riduzione dei costi di produzione.
Il biennio 2026-2027 sarà interamente focalizzato sulla preparazione e sul rilancio globale, con in vista Itma 2027, dal 16 al 22 settembre ad Hannover.
L’assemblea pubblica ha poi ruotato intorno al dibattito “Competere in un mondo che cambia”, con lo stesso Marco Salvadè, Marco Fortis (vicepresidente di Fondazione Edison), Paolo Magri (presidente del Comitato Scientifico di Ispi), Luca Sburlati (presidente di Confindustria Moda), e Dirk Vantyghem (direttore generale di Euratex).








