Visti in fiera – Botto Giuseppe celebra la storia

Nel 2026 ha celebrato i 150 anni di attività guardandosi alle spalle per celebrare l’esperienza ma anche focalizzandosi sul futuro per proseguire sulla strada dell’innovazione e della sostenibilità: per Botto Giuseppe Pitti Filati e Milano Unica sono stati una vetrina illuminata ancora più del solito.

L’anniversario è stato celebrato con due feste: una che ha unito famiglie, dipendenti e collaboratori e un’altra che ha portato clienti e stampa sui tetti di Firenze nei giorni di Pitti Filati. Quest’ultima ha riunito circa 160 invitati tra compratori e fornitori, alcuni provenienti dall’Australia, intorno ad un Silvio Botto Poala quasi commosso. “Guardiamo a questi 150 anni attraversati dalla nostra famiglia non con nostalgia, ma con orgoglio, per quello che è stato fatto e per quello che faremo – ha commentato il Ceo di Botto Giuseppe e figli – In questa occasione quindi celebriamo quello che siamo e quello che saremo. Viviamo in un’epoca in cui il cambiamento è sempre più rapido, le sfide sempre più complesse, ma se c’è una cosa che questi 150 anni ci insegnano è che il futuro premia chi continua a mettersi in discussione, chi non smette di innovare e chi resta fedele ai propri valori pur evolvendo ogni giorno”.

I due stabilimenti di Vallemosso e Tarcento sono tra i protagonisti del 7′ Bilancio di Sostenibilità che mette in risalto gli obiettivi ottenuti: la quota di acqua depurata riciclata nei processi produttivi ha raggiunto il 10% nel 2025, salendo al 30% nel 2026, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è pari al 108% del fabbisogno dei due stabilimenti, l’82% di conformità dell’inventario dei prodotti chimici in uso in produzione rispetto allo standard ZDHC per la gestione dei prodotti chimici pericolosi, il depuratore produce acque reflue che rispettano anche i requisiti dello stesso ZDHC.

Dal punto di vista della collezione presentata a Milano Unica la particolarità è un tessuto in vicuña pura o in mischia con il cashmere, presentato sia in toni naturali che con toni scuri come il nero e il blu, mentre la novità è 360°, una linea che propone il cashmere declinato in tre lavorazioni: filato, tessuto e jersey.

Come ogni anno le collezioni Naturalis Fibra si arricchiscono di filati come Flair, Fairwool, Slowool, ma
alle collezioni dei tessuti di matrice laniera si aggiungono il cotone, il lino e il bamboo. E per ricordare l’anno di fondazione ci sono le sciarpe transtagionali PIN 1876 in 100% cashmere, caratterizzate da una lavorazione unica e esclusiva, brevetto dell’azienda e realizzate con una materia prima pregiatissima, un filo sottilissimo del cashmere più fine al mondo di provenienza Alashan in Cina.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini