Como, il fatturato non cresce più

Como, il fatturato non cresce più

Si è fermata la crescita del fatturato delle aziende di Como: dopo il 2015 anche il 2016 sarà un anno col segno meno. Questo emerge dal 23′ Osservatorio Distretto Tessile di Como che ha analizzato i bilanci di 165 imprese (indagine realizzata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo). Tra le eccezioni che sono riuscite a mantenersi in territorio positivo nel 2015 ci sono le imprese che destinano la maggior parte della produzione all’arredo, che tuttavia avevano incontrato significative difficoltà nel biennio 2012-13.

La riduzione delle vendite e l’aumento dei costi di lavoro, servizi e materie prime, hanno comportato un calo della marginalità: l’EBITDA margin è sceso su un livello dell’8,3% (dall’8,9% del 2014), mantenendosi comunque al di sopra della media del tessile italiano. Tinto-stamperie e tessiture, caratterizzate da strutture meno flessibili, hanno accusato un calo maggiore.

In lieve diminuzione anche il ROI, che tuttavia ha beneficiato di un tasso di rotazione del capitale più alto rispetto al tessile nazionale, rimanendo su livelli più elevati (7,7% il ROI del distretto tessile comasco nel 2015 contro il 3,4% della media nazionale). Anche il ROE netto, seppure in contrazione (dal 6,3% del 2014 al 5,9% del 2015), si è attestato ad un livello superiore rispetto al dato medio nazionale.

Come in altri distretti anche a Como è stata rilevata un’ampia dispersione dei risultati, con aziende che presentano performance ottime e soggetti che manifestano risultati negativi. Si tratta di una caratteristica costante per il Distretto, legata sia alla forte concorrenza interna sia alla diversificazione dei prodotti e dei mercati, che determinano la coesistenza di aziende che evolvono e di aziende che soffrono. L’analisi del 2015 consente tuttavia di segnalare maggiori difficoltà per le microimprese, sia dal punto di vista della crescita del fatturato che della redditività.

Anche il 2016 dovrebbe chiudersi con risultati poco positivi, con una flessione del fatturato di poco superiore al 2% nel corso del primo semestre, difficilmente recuperabile nella seconda parte dell’anno, che registra ancora incertezze sui mercati internazionali (politiche nei mercati arabi, in Russia, nel Regno Unito con la Brexit e negli Usa). Un ulteriore fattore di incertezza deriva dall’offerta di materie prime: dopo la pausa estiva le quotazioni dei filati di seta greggia in Cina hanno evidenziato una chiara tendenza al rialzo. Tutti questi fattori di incertezza rendono difficile sbilanciarsi sull’andamento del prossimo 2017.

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