Fedeltà e debutti in una Première Vision che cambia

Sono circa 70 le aziende italiane che hanno scelto Première Vision Paris per la loro ribalta di inizio settembre: il tutto diviso tra i vari “mondi” del salone francese, ovvero tessuti, accessori, pelle, studi design e soluzioni innovative per il settore. Questo in una data insolita ed anche in padiglioni insoliti, visto che la ormai prossima Maison & Objet incombe sugli spazi di Paris Nord e ha “costretto” PVP ad uno spostamento nelle hall 1, 2 e 3.

Quella iniziata sotto un sole diventato estivo solo intorno a mezzogiorno è un’edizione di Première Vision che lascia trapelare i tanti cambiamenti che la fiera ha attuato negli ultimi tempi ed uno di questi, sicuramente più subìto che voluto, riguarda la presenza italiana: con un trend iniziato ormai nel post Covid i numeri verdi-bianchi-rossi calano ma c’è anche chi ha deciso di debuttare a Parigi proprio mentre gli altri se ne vanno.

E’ il caso ad esempio di Blue on Blues e Savino Tessuti, vicini di casa nella hall 3, mentre altre aziende, tanto tra i produttori di tessuto che tra i pellettieri, hanno confermato il feeling con PV.

“Per noi la Francia è un mercato importante, il principale – dicono Alessandro Cenci e Giovanna Vaiani di In.tes.pra., azienda che rappresenta un distretto, quello di Prato, arrivato a Parigi con numeri limitati alle dita di una mano – e quindi cerchiamo di essere presenti il più possibile, anche a eventi la prossima settimana. E poi dopo tanti anni a Première Vision non vogliamo interrompere un’esperienza che comunque rimane positiva perchè in tempi e spazi concentrati ci permettere di vedere clienti che altrimenti dovremmo andare a trovare. Dopo una Milano Unica andata bene abbiamo aggiunto altri articoli per il campionario portato qui anche se la data non ci ha aiutato. Sull’assenza dei pratesi non so cosa dire, forse è un ordine calato per dare forza a Milano Unica”.

“Première Vision – spiega Luigi Agostini di Paoletti Tessuti – ha una tipologia di clienti adatta al nostro prodotto e quindi ci veniamo anche per seguire i mercati diversi da quello italiano. Rispetto al passato la fiera ha perso qualcosa ma può essere ancora utile perché oltre ai francesi vengono visitatori da tutto il mondo. Oggettivamente stavolta la tempistica a sfavorito gli italiani, vista la vicinanza alle nostre vacanze; con una settimana in più di tempo (l’edizione di settembre 2027 si terrà nella seconda settimana di settembre, ndr) ci saremmo preparati meglio”.

“Una prima giornata inusuale che ci spinge a un moderato ottimismo – dice Pietro Valli, di Tessitura Carlo Valli – e che ci supporta nella scelta fatta di venire a PV per ampliare la visione del mercato. E’ vero che a Milano Unica abbiamo visto tanti clienti ma erano soprattutto italiani; qui vediamo il resto del mondo, soprattutto americani, che sono invitati in fiera dagli organizzatori con una buona operazione di incoming. Anche settembre per noi è meglio di luglio, perché adesso i clienti hanno le idee più chiare e sanno cosa vogliono. Rispetto a luglio abbiamo anche aggiunto due prodotti. Per me, che sono entrato in azienda nel 2000, subito dopo il Covid, ogni edizione è un passo in avanti perché lavorando molto nel settore sposa e cerimonia il ritorno del formale è stato determinante. Il fatto che la fiesta abbia un po’ cambiato volto ha pregi e difetti perché da un lato le fiere con numeri più ridotti sono più facili da gestire, dall’altro si percepisce molto la concorrenza di cinesi e turchi”.

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Matteo Grazzini
Matteo Grazzini