Filo trova conferme, la filatura italiana è viva e forte

Filo trova conferme, la filatura italiana è viva e forte

Due giorni di incontri, business e dibattiti chiusi col sorriso al MiCo di Milano, dove è andata in archivio la 59′ edizione di Filo, un salone che ha confermato il buono stato di salute della filatura italiana e che chiude una lunga carrellata di fiere di settore iniziata già nei primi giorni dell’anno.

“Filo si chiude con un ottimo bilancio – dice Paolo Monfermoso, responsabile di Filo – e la fiera continua la sua crescita per numeri e per contenuti, in un percorso che fa di Filo sempre più una piattaforma di lavoro per visitatori ed espositori, un luogo di scambio di idee e di progetti, di collaborazioni che qui nascono e si rafforzano. Questa crescita è dovuta in primo luogo alla fiducia che le aziende espositrici continuano a rinnovare a Filo, alla qualità e alla capacità innovativa delle collezioni esposte. Sull’altro versante, vi contribuisce il costante aumento del numero e della qualità dei buyer presenti in fiera, e un particolare incremento riguarda i buyer stranieri”.

Monfermoso ha voluto ricordare anche la testimonianza sul tema sostenibilità portata da Alan Garosi, co-owner di Fulgar e Pompea, per sottolineare il tema portante della manifestazione.

“Grazie all’intervento di Garosi – spiega – si è aperto nella nostra due giorni un dibattito tra espositori e visitatori per quanto riguarda il recupero, il riuso e il riciclo e di tutta la parte legata alla sostenibilità nel tessile, fino ad arrivare al tema della tracciabilità e della filiera, per essere sempre pronti a rispondere ai continui cambiamenti nel comparto”.

Questa edizione ha visto l’avvio del servizio alle aziende “Sostenibilità dall’A alla Z” in collaborazione con C.L.AS.S. di Giusy Bettoni, che vuol aiutare le aziende a orientarsi nel mondo della sostenibilità e della tracciabilità illustrando le buone pratiche per la riduzione degli impatti ambientali e sociali della produzione.

Tra gli stand anche una delegazione di circa 50 operatori provenienti da 16 paesi: Cile, Corea del Sud, Danimarca, Etiopia, Francia, Giordania, India, Perù, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Sudafrica, Stati Uniti, Svizzera, Turchia e Uganda. La Regione Piemonte ha invece contribuito con la ricerca di Ceipiemonte “La sfida del tessile iberico tra vantaggi competitivi e rischi globali della moda Made in Spagna e Portogallo: quali opportunità per le imprese italiane?”.

A settembre, il 20 e 21, appuntamento con una cifra tonda, l’edizione numero 60.

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