La sostenibilità vista da Sistema Moda

La sostenibilità vista da Sistema Moda

“Viaggio verso la sostenibilità della filiera”, l’incontro organizzato da Sistema Moda Italia per fare chiarezza sull’idea di “Moda Sostenibile” e su quante attività concrete a livello di filiera ne facciano parte, ha acceso i riflettori su un tema sempre più attuale.

Economia circolare, sostenibilità, riuso, riciclo, recupero, eco-progettazione, vita utile di un prodotto, fine vita i termini emersi che si sono poi aggiunti a prevenzione e riduzione degli impatti ambientali lungo tutta la catena di produzione, limitazione nell’uso di sostanze pericolose, uso di materiali biodegradabili, utilizzo di rifiuti provenienti anche da altre filiere, utilizzo di scarti di produzione in nuove filiere.

Per Sistema Moda per un’impresa, l’essere veramente sostenibile non si concretizza solamente nel rispetto dell’ambiente, nel risparmio delle materie prime e delle risorse economiche, ma anche nel rispetto della salute dei lavoratori e dei consumatori, nel rispetto dei diritti umani, nella razionalizzazione dei processi creativi e produttivi, nello stimolo verso innovazione e ricerca: tutto ciò potrebbe rientrare nella parola “responsabilità”.

“Una delle prime attività “responsabili” per le aziende – è stato detto – è la corretta comunicazione, evitando frasi ad effetto che ricadono troppo spesso nel cosiddetto “greenwashing” e raramente sottendono un concreto impegno significativo. In questo momento di inevitabile cambiamento, la reale esigenza di un’azienda che voglia evolvere e migliorare realmente la sua operatività attuale è quella di misurare le proprie prestazioni per arrivare a comunicare i propri miglioramenti, le proprie iniziative in modo oggettivo, con il supporto di dati concreti”.

Smi ha proposto una guida operativa per l’implementazione di una metodologia volontaria, raccomandata a livello UE, che consente di misurare l’impronta ambientale di un prodotto/processo. PEF (Product Environmental Footprint, Impronta Ambientale di Prodotto) e OEF (Organization Environmental Footprint, Impronta Ambientale di un’Organizzazione) convergono in una procedura, applicata a un prodotto e/o processo, che, tramite l’analisi approfondita di 16 indicatori ambientali, dei quali alla fine saranno selezionati solo i più significativi, fotografa la situazione attuale del prodotto/processo per consentire all’azienda di intraprendere la propria strategia di miglioramento.

Il documento, realizzato grazie alla collaborazione con ICA – Società di Ingegneria Chimica per l’Ambiente, è stato presentato ai soci.

Alcuni imprenditori che nelle loro aziende hanno intrapreso questo percorso di misurazione ne hanno raccontato gli effetti: Claudio Marenzi di Herno per il prodotto finito, Ercole Botto Poala di Successori Reda per il tessile e Roberto Grassi di Alfredo Grassi per la supply-chain dello smart-textile. Il convegno è moderato da Andrea Crespi, presidente del comitato Sostenibilità di SMI e direttore generale di Eurojersey ed è stato aperto dal presidente di Sistema Moda Marino Vago.

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