Lanificio dell’Olivo: punto e a capo

Lanificio dell’Olivo: punto e a capo

Sicuramente questa è la prima vera collezione del nuovo corso del Lanificio dell’Olivo. E lo si capisce già dallo stand: aperto all’esterno, con i filati in mostra nei loro nuovi colori, con le fibre che da sempre sono il punto di forza dell’azienda, come l’alpaca, e le novità, come il cashmere.

Dopo la cessione dell’80% dell’azienda da parte della famiglia Taddeucci Sassolini al Fondo Gradiente avvenuta nel 2015, dopo due anni di scarsi cambiamenti e purtroppo di un calo del fatturato, questa è la vera collezione della svolta dopo l’ingresso in azienda del nuovo direttore commerciale Fabio Campana, ma non è la ‘sua collezione’ come tiene a sottolineare, è piuttosto la prima vera collezione condivisa, a cui hanno partecipato gli elementi dei comparti tecnico, commerciale e stilistico.

“Partivamo da un’ottima reputazione dell’azienda e del prodotto – ha commentato nel corso della seconda giornata di Pitti Filati Fabio Campana, top manager in aziende americane di settori diversi dal tessile – un percorso di cambiamento era già avviato, ma con il sostegno dell’Ad Vittoria Varianini, abbiamo accelerato i tempi della trasformazione, sia sul piano della gestione, sia su quello della produzione che della comunicazione. Abbiamo lavorato soprattutto sul coinvolgimento delle persone che lavorano nel Lanificio. Per quanto riguarda il prodotto, che è la parte più visibile del lavoro in azienda, ma che necessita di una struttura assolutamente salda, abbiamo deciso di rafforzare l’alpaca che resta la fibra tradizionale della produzione aziendale, abbiamo allargato la parte laniera e soprattutto abbiamo inserito il cashmere, scegliendo la fantasia e la vivacità sia nei colori che nella struttura. Diciamo che abbiamo accolto in pieno il tema di questa edizione di Pitti che è la contaminazione”. All’alpaca e al cashmere si aggiunge il Babykid, la tradizionale mischia in mohair e alpaca che garantisce una morbidezza assoluta, e il Cotone che supera le distinzioni stagionali.

Un passaggio da impresa familiare a realtà più strutturata, passaggio necessario se si vogliono raggiungere certe dimensioni e una certa forza sul mercato: “L’obiettivo è di creare valore – continua Fabio Campana -e dopo qualche tempo di osservazione questo è stato compreso sia dai collaboratori dell’azienda che dai clienti storici. Il fondo di investimento ci dà fiducia e ci sostiene, abbiamo tutte le carte in regola per un percorso assolutamente positivo”. Del resto il fatturato ha già iniziato a risalire e questo Pitti sarà il feedback decisivo del mercato sull’accettazione di questo importante cambiamento, dopo decenni di identificazione con la famiglia fondatrice.

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