Un salone con un propria identità e un format ben delineato ma anche un traino per Première Vision Paris di settembre: Blossom è andato in archivio al Carreau du Temple dopo due giorni di incontri, affari e approfondimenti.
Anche Blossom è una fiera in divenire, che si adatta al cambiamento delle esigenze degli espositori e dei mercati: ne è un esempio lo spazio dedicato alle tendenze (nella foto grande) e al lavoro del giovane stilista emergente Kai Otsuki, esempio di manualità, artigianalità e tecniche tradizionali applicate a tessuti e accessori. Presentati anche cinque colori base (foto piccola) per i trends di PV, anticipazione degli oltre venti che caratterizzeranno il forum a settembre.

A pochi metri da questo spazio gli stand egli espositori, con l’Italia assai presente: in percentuale assai di più di quanto succederà tra un paio di mesi al Parc des Expositions. In pole position, vicino all’ingresso della fiera, Seterie Argenti, col general manager Michele Viganò: “Blossom è positivo per la tempistica delle precollezioni – dice – e per prepararsi alle prossime fiere, che per noi saranno sia Milano Unica che, di nuovo a Parigi, Paris Fabric Show a metà settembre. Il momento rimane difficile ma saloni come questo sono anche un modo per confrontarsi coi colleghi su idee e impressioni. Restiamo ottimisti per un ritorno della fantasia e delle stampe ma è difficile programma il lavoro su tempi lunghi, le stamperie a Como adesso lavorano solo tre giorni alla settimana. A Blossom abbiamo visto soprattutto clienti francesi, qualche belga e anche brand di alta fascia e puntiamo tanto al mercato francese medio-alto che al lusso accessibile”.
Parigi che vai Arnia che trovi; la cooperativa sociale è presente sia a Blossom che a Première Vision, tenendo sempre alto il valore della proposta: “Qui a Blossom – dice Carlo Rola – si fa ricerca ed i visitatori lo sanno. Per questo vengono clienti di fascia molto alta che non si bloccano davanti a tessuti che arrivano a costare più di centro euro al metro (con tanto di costo scritto sul cartellino attaccato al campione, ndr) ed è quello su cui puntiamo, perché sui prezzi inferiori ormai c’è troppa concorrenza. Molti non hanno ancora le idee chiare su cosa vogliono ma alla fine il bello e ben fatto funziona. Per la collezione ci siamo basati anche sui toni proposti dalle tendenze di Première Vision; una volta i trends elaborati dai saloni potevano essere visti come esercizi di stile, ma ora sono uno stimolo per presentare novità ed uscire dalla comfort zone e dare alternative ai clienti”.
Da Parigi Rola butta un occhio anche a mercati lontani migliaia di chilometri: “L’accordo Mercosur – spiega – può essere interessante per arrivare a nuovi mercati. Il sistema Paese stavolta ha funzionato e ci mette a disposizione uno strumento per arrivare ai nuovi ricchi del Brasile, per esempio, tanto più che gli italiani sono la prima comunità straniera in quella nazione. D’altronde per l’Europa non è un bel momento, il Medio Oriente è irraggiungibile per quello che di orribile sta succedendo a Gaza, gli USa sono un’incognita e l’India è troppo diversa da noi, più ancora della Cina”.
A settembre di nuovo Parigi: “Saremo a PV – conferma Rola – e mi dispiace la diminuzione di presenza italiana al salone, ma questo significa anche meno concorrenza di livello. Auspico sempre però un colloquio tra Moda In e PV per avere la possibilità di creare due fiere ancora molto forti”.







