L’industria di Varese cresce, ma a ritmi più bassi

L’industria di Varese cresce, ma a ritmi più bassi

Il 2018 si è chiuso con il 56,2% dell’industria varesina che ha dichiarato livelli produttivi in aumento rispetto al trimestre precedente. Un dato positivo, ma in calo rispetto ai livelli dello stesso periodo di un anno fa, quando le attività in crescita si attestavano sul 69,2%.

E’ quanto emerso durante la conferenza di fine anno del presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Riccardo Comerio. E le previsioni, per i prossimi mesi, non lasciano spazio all’ottimismo.

Resta invece pienamente positivo il trend degli investimenti: nel 2018, grazie al Piano Nazionale Impresa 4.0, ben il 53% delle imprese della provincia di Varese ha fatto investimenti nella manifattura digitale. Ma, “dopo il ridimensionamento degli incentivi previsto in Legge di Bilancio”, come precisa Comerio, le imprese che continueranno ad investire nell’industria 4.0 scenderanno al 34%.

“Di fronte a questa situazione certamente non brillante e sempre meno performante – ha commentato Comerio – risulta difficile credere che l’obiettivo di una crescita del Pil nazionale dell’1,5%, auspicato anche durante l’ultimo World Economic Forum di gennaio a Davos dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, possa essere agguantato dal Paese. Di più: sembra ormai essere messo in discussione anche il più modesto +1% inserito in Legge di Bilancio, dopo le pressioni sul Governo da parte della Ue per scongiurare la procedura d’infrazione all’Italia. Tutte le previsioni quasi unanimi di calo del Pil non possono essere liquidate come una congiura internazionale. È più verosimile che l’Italia debba fare i conti nei prossimi mesi con una congiuntura sempre più difficile che impone già oggi al Governo di cambiare la propria politica economica. Abbiamo più volte ribadito in questi mesi, sia prima dell’approvazione, sia dopo il varo in Parlamento della Legge di Bilancio che Quota 100 e Reddito di Cittadinanza non smuoveranno di una virgola le capacità di crescita del Paese”.

Comerio chiede al Governo di immergersi nei problemi dell’economia reale. La parola d’ordine, per gli industriali varesini, è tornare a crescere. E per farlo il Presidente dell’Unione Industriali ha indicato 6 priorità su cui lavorare: infrastrutture (Tav e della Pedemontana), produttività, carico fiscale, formazione, semplificazione, Europa (“Non è colpa della Ue, ma della stessa Italia e della propria classe politica e dirigente che opera a Bruxelles e a Strasburgo se gli interessi del Paese e della sua industria vengono spesso bistrattati in sede europea”).

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