Meccanotessile, più ombre che luci

Meccanotessile, più ombre che luci

Il meccanotessile italiano si è dato appuntamento a Prato per il Consiglio Generale di Acimit, ospitato per la seconda volta in Toscana, nella sede di Confindustria Toscana Nord. Più sereno fuori, con il bel sole di questo inizio di autunno, piuttosto che dentro al Palazzo dell’Industria, dove i numeri hanno impietosamente dimostrato che il settore non è brillante come pochi anni fa. Export e produzione chiuderanno il 2019 in calo, di quanto ancora non si può sapere ma la speranza è di non andare in doppia cifra.

Niente di grave o irreparabile sicuramente, ma altrettanto certamente cresce la preoccupazione, soprattutto alla luce di eventi e situazioni sulle quali il presidente Alessandro Zucchi e tutti gli imprenditori del meccanotessile possono fare ben poco: i dazi Usa, la “guerra” commerciale tra gli States e la Cina, Hong Kong e ora il precipitare della crisi in Siria, col probabile ingresso in guerra della Turchia, che per i macchinari italiani è un mercato determinante.

Al momento anche ITMA viene citata più come illusione che come speranza: “Subito dopo la fiera di Barcellona – spiega Zucchi – avevamo sensazioni ottime perchè la qualità dei visitatori era stata molto alta, più che in altre occasioni. Poi però l’entusiasmo si è smorzato velocemente per la frenata dei clienti, il 30-40% dei quali non ha dato seguito ai propositi manifestati in fiera. All’inizio abbiamo dato la colpa alla data, con ITMA molto vicina alle ferie estive, passate però le quali il settore non è ripartito ed anzi sono arrivate notizie di tensioni internazionali che hanno ulteriormente aumentato i dubbi dei clienti”.

Il 2019 sta ormai finendo ed i suoi numeri, per quanto negativi, preoccupano meno delle indicazioni per il 2020 (“sarà un anno in grande contrazione” ha detto il vice presidente di Acimit, il pratese Andrea Piattelli): ai problemi socio-economici già ricordati si aggiungono anche la chiusura del mercato iraniano, altro sbocco vitale per le aziende italiane, e la ricerca, da parte di paesi emergenti o in lento sviluppo, di prodotti magari meno performanti ma più economici ed in questo la Cina rischia di fare man bassa delle quote di mercato, sulla falsariga di quello che sta accadendo in Africa.

Proprio il Continente Nero sarà una delle mete future di Acimit: 22 aziende saranno ad Addis Abeba dal 14 al 16 febbraio per ITMA Africa, altre guardano a Tanzania e Kenya per gli affari futuri ma nel complesso nel 2020 tutti gli oltre 120 mercati internazionali saranno coperti con rappresentanti e fiere. Le principali saranno Index a Ginevra e ITMA Asia + CITME a Shanghai ma non mancheranno  Colombiatex, Techtextil North America ad Atlanta, la Turchie e l’India.

Nella foto, da sinistra, Sara Dell’Orco, Alessandro Zucchi, Marco Becheri e Andrea Piattelli

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