Piano Lavoro Sicuro: a Prato 750 controlli all’anno

Piano Lavoro Sicuro: a Prato 750 controlli all’anno

Non sempre l’esperienza insegna. A 10 anni dalla tragedia dell’incendio al Teresa Moda in cui morirono sette operai cinesi, durante dei controlli nelle aziende, sono stati trovati dei dormitori abusivi. Anzi a volte l’esperienza insegna. Per questo è stata decisa la prosecuzione del Piano Lavoro Sicuro, ma con una prospettiva di sviluppo anche qualitativa sulla programmazione dei livelli di rischio. E’ stata così presentata dal Comune di Prato la Fase 5 del Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana, che avrà una durata biennale da gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. All’incontro, coordinato dall’assessore alle Politiche di cittadinanza Simone Mangani, erano presenti il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana centro Renzo Berti, il direttore dell’Area Sicurezza sui luoghi di lavoro Luigi Mauro e i rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati cittadini.

Berti ha evidenziato che dal 2014 ad oggi a Prato sono state controllate 11.387 imprese (in totale nel territorio della ASl Toscana Centro 18.321) ed incassati oltre 26,5 milioni di euro di sanzioni riscosse, rendendo in pratica il Piano autofinanziato, con un trend di regolarità  più che triplicato a Prato. Il pressing annuale dei controlli a Prato rimarrà costante anche nella Fase 5 con 750 verifiche. “Vi è un netto miglioramento rispetto all’inizio dell’attività di controllo del nucleo e da un punto di vista quantitativo i controlli non caleranno,  ma il riaffacciarsi di situazioni di promiscuità tra luoghi di lavoro e spazi di vita ci ha fatto decidere di non abbassare l’attenzione – ha detto Berti – Non si tratta di dormitori in loculi di cartongesso come quelli che trovavamo in molti capannoni, ma comunque di situazioni non a norma in cui i rischi si moltiplicano: facendoci  pensare che quanto abbiamo acquisito non sia consolidato. Per questo, al di là della quantità e dell’efficacia dei controlli, è necessaria un’assunzione di responsabilità da parte delle imprese. Per fare questo salto di qualità chiediamo la preziosa collaborazione delle parti sociali”.

Il Piano lavoro Sicuro è stato avviato dalla Regione Toscana in collaborazione con il  Comune di Prato, con l’assunzione di 74 Tecnici della prevenzione, di cui 50 destinati a Prato.

“Il Comune di Prato è partner del progetto attraverso la Polizia Municipale e il Servizio Immigrazione – ha aggiunto l’assessore Simone Mangani – A quell’intesa hanno fatto seguito il Protocollo Antisfruttamento che vede capofila la Procura della Repubblica e altri accordi come quelli con Alia e Sori per estendere i controlli di prevenzione anche ad altri ambiti”.

 

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