Pitti apre sotto il sole dell’ottimismo

Si investe sulla Fortezza (parola della sindaca di Firenze Sara Funaro che ha garantito un’accelerazione dei lavori di ristrutturazione e del Governatore Eugenio Giani che ha garantito l’apertura a breve del padiglione Bellavista che andrà ad arricchire l’offerta fieristica fiorentina), si investe sull’estero portando a Firenze circa 800 operatori stranieri grazie a ICE Agenzia (parola del presidente Matteo Zoppas), ma è necessario anche e soprattutto investire sulle imprese, specialmente sulle piccole e medio-piccole che sono la struttura del settore e questo supporto deve venire dalle amministrazioni pubbliche, locali e nazionali (come richiesto dal presidente di Confindustria Moda  Luca Sburlati che lo chiede soprattutto in un’ottica di promozione dell’innovazione e della tutela della qualità, urgenti decisioni in tema di EPR).

Si respira un’aria positiva alla cerimonia di apertura di Pitti Uomo 110 che non a caso è veloce, per non rubare tempo agli incontri di lavoro, come sottolineato da Antonella Mansi, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana che fa gli onori di casa in questa prima edizione del ‘dopo-Napoleone’ da ieri Ambasciatore di Pitti e sostituito nel ruolo di AD si Pitti Immagine da Ivano Mattei che guadagna il palco per consegnare il Premio Pitti Immagine Uomo 2026 a Doucal’s, nelle mani di Gianni e Jerry Giannini, eredi del fondatore Mario che nel 1973 aprì a Montegranaro un atelier che oggi conta mille punti vendita nel mondo.

Il sistema deve sostenere le PMI e solo in questo modo potrà continuare ad essere uno dei settori trainanti dell’economia italiana – ha commentato Luca Sburlati – e potremo evitare di perdere un know how artigianale come è accaduto in questi anni”.

Continua l’investimento del Centro di Firenze sulla formazione anche grazie a Unicredit che conferma la collaborazione per il sostegno alla CFMI Academy, con l’obiettivo di guardare al passato pensando al futuro. Un futuro nel quale questo settore continuerà ad essere protagonista se, come ha sostenuto Sburlati, il settore moda maschile (per rimanere nell’ambito di Pitti Uomo appena iniziato) vale il 19% di tutto il tessile italiano per circa 11 miliardi di euro e il 23% dell’export del settore. E Giani ha ribadito come la Toscana sia tra i maggiori esportatori italiani del settore. “Una leadership italiana che non è solo della creatività e della produzione, ma anche nell’esposizione dato che le fiere italiane si stanno affermando in maniera sempre più salda – commenta Sburlati – e Pitti ne è un esempio. Oggi sono necessari la velocità di decisione e di azione: gli imprenditori ce l’hanno, è necessario che la garantisca anche la Pubblica Amministrazione. Teniamo inoltre presente che il mondo non è solo qui: bisogna guardare all’estero e in particolare al Mercosur”.

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